Mutilazioni genitali femminili: cosa sono e quante donne riguardano, la cura e l’esempio delle Breast Unit

Due milioni di bambine e ragazze ogni anno corrono il rischio di essere sottoposte a mutilazioni di diverso grado

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In moltissimi Paesi del mondo (l’Italia è tra questi) le mutilazioni genitali femminili sono fuori legge. Nonostante questo, sono ancora una concreta minaccia o, peggio, una realtà. Ecco perché è importante informare e sensibilizzare: per prevenire. Ed ecco perché è fondamentale creare e diffondere tra i medici un percorso di cura standardizzato e di alta qualità: per dare alle donne che hanno subito questa pratica la miglior ricostruzione possibile.

Se ne parla al 68° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, a Palermo dal 26 al 28 settembre 2019. Nel corso dell’evento – il principale appuntamento scientifico della chirurgia plastica italiana – si tiene infatti una tavola rotonda che punta a gettare basi concrete per le azioni future, dalle iniziative di sensibilizzazione ai protocolli di intervento da realizzare con il coinvolgimento di altre associazioni scientifiche, come quella dei ginecologi e degli urologi.

Cosa sono le mutilazioni genitali femminili e quante donne riguardano

Il tema non è facile, ma è di grande importanza civile e di grande valore umano.

I dati dell’OMS – dice Stefania de Fazio, referente della Sezione Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), nata all’interno del Capitolo di Chirurgia Genitale Femminile e Maschile della SICPRE – parlano di 100 -140 milioni di donne nel mondo che hanno subito questa pratica. E 2 milioni di bambine e ragazze ogni anno corrono il rischio di essere sottoposte a mutilazioni di diverso grado, ma sempre lesive dei loro diritti, dell’integrità fisica e che costituiscono una seria minaccia per la salute psico-fisica”.

Parte della cultura tradizionale di molte aree del mondo, dall’Africa all’Indonesia, le mutilazioni genitali femminili possono avvenire nelle prime settimane di vita, durante l’infanzia o all’inizio della pubertà. E non sono tutte uguali. Quando si asporta il clitoride si parla di mutilazione di grado 1, quando oltre a questo si riducono o eliminano le piccole labbra si è di fronte a una mutilazione di grado 2, quando si aggiunge il restringimento dell’introito vaginale, la cosiddetta infibulazione, è stata praticata una mutilazione di grado 3. Anche per i metodi rudimentali in cui solitamente avvengono, le mutilazioni genitali femminili sono spesso causa di gravi infezioni (possono anche portare alla morte) e di un’alterazione psichica temporanea o permanente, legata al trauma vissuto e ai disagi conseguenti.

Come associazione umana e scientifica non possiamo restare a guardare ma siamo in prima fila per combattere questo fenomeno”, dice Adriana Cordova, presidente del Congresso di Palermo. Un compito di cui i chirurghi plastici prendono su di sé il ruolo principale e di coordinamento, anche in considerazione di una pura constatazione anatomica. “Le mutilazioni genitali femminili riguardano l’area vulvare, di pertinenza dei chirurghi plastici in quanto massimi esperti dei tessuti molli – fa notare de Fazio -. Ovviamente, date le implicazioni urologiche e ginecologiche, immaginiamo protocolli di cura multidisciplinari, che appunto coinvolgano anche questi specialisti. Redigere queste linee guida multidisciplinari è il nostro prossimo obiettivo, in modo da dare ai medici algoritmi di cura e trattamento con cui affrontare queste problematiche non ancora codificate”.

La cura delle mutilazioni genitali femminili e l’esempio delle Breast Unit

Le Breast Unit, i centri multidisciplinari di senologia creati in Italia su recepimento della normativa europea, sono realtà in molti ospedali del nostro Paese. “Dati statistici alla mano – dice ancora Cordova, anche direttore dell’Unità di Chirurgia Plastica Ricostruttiva della mammella al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo – le donne ammalate di tumore al seno che vengono curate in una Breast Unit hanno maggiori probabilità di guarigione rispetto a quelle trattate in centri meno strutturati”.

E la ricostruzione in seguito a mutilazioni genitali dovrebbe avvenire con gli stessi criteri  di integrazione multidisciplinare, per dare alle donne le migliori possibilità di recuperare funzionalità e benessere. “A novembre, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne – dice de Fazio – speriamo di firmare il primo protocollo di intesa e di intervento con un’altra società scientifica. La battaglia in difesa delle donne va combattuta il più possibile insieme”.

IL 68° CONGRESSO NAZIONALE SICPRE

Il 68° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, presieduto dalla professoressa Adriana Cordova, si tiene presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo dal 26 al 28 settembre 2019. Nella tre giorni del congresso sono previste sessioni di lavoro sui principali temi della Specialità, spesso affiancando chirurgia ricostruttiva e chirurgia estetica, per sottolineare l’anima unica della chirurgia plastica. Tra i temi trattati anche le differenze di genere in chirurgia plastica – argomento mai affrontato nel nostro Paese –  la laserchirurgia, il trattamento del melanoma in collaborazione con IMI, la chirurgia ricostruttiva in seguito alle mutilazioni genitali e la chirurgia umanitaria, in collaborazione con Medici senza Frontiere.

La SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, è l’unica società di chirurgia plastica italiana riconosciuta dal Ministero della Salute. È stata fondata a Roma nel 1934 e raduna oggi l’80% degli specialisti presenti nel nostro Paese.

La SICPRE è gemellata (unica italiana) con l’American Society of Plastic Surgeons ASPS ed è referente ufficiale in Italia del progetto internazionale ICOBRA, che ha il fine di coordinare i registri delle protesi mammarie di tutto il mondo. La SICPRE è inoltre gemellata con l’Intergruppo Melanoma Italiano IMI; con l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery ISAPS; fa parte (unica italiana) di ICOPLAST, la confederazione internazionale delle società di chirurgia plastica ufficialmente riconosciute; è legata a UEMS, l’Unione Europea dei Medici Specialisti.