Parità, diritti, lotta ai pregiudizi, rispetto per le diversità. Tutti concetti fondamentali e importanti in un’epoca in cui le discriminazioni sono all’ordine del giorno. Anche se, verrebbe da chiedersi dando uno sguardo indietro nel tempo, c’è mai stata un’epoca senza discriminazioni, senza pregiudizi e senza paura per tutto ciò che esula dai canoni di una data società? La risposta è solo una: no. La tolleranza e l’accettazione per il ‘diverso’ non sono mai stati valori universali.
E dunque che fare? Come possiamo lasciare ai nostri figli un mondo più giusto, più tollerante e senza pregiudizi? Dare una risposta univoca non è semplice, e forse una risposta vera e propria non c’è, ma con molta probabilità la scelta fatta da una giovane coppia inglese non è quella giusta, anzi potrebbe diventare controproducente.
Nascondiamo il sesso di nostro figlio per proteggerlo dai pregiudizi di genere”
hanno rivelato i due alla BBC. La coppia ha un bambino di 17 mesi ma non ne ha mai voluto rivelare il sesso, per evitare che possa incorrere in pregiudizi di sorta. Il bambino, per volontà dei genitori, resterà neutro dal punto di vista del genere.
Il piccolo – o piccola – si chiama Anoush, e mamma Hobbit Humphrey, 38 anni, insieme a papà Jake England-Johns, 35 anni, hanno deciso di vestire il loro piccolo sia con abiti femminili che maschili, obbligando amici e parenti ad usare il pronome “loro” per rivolgersi ad Anoush.
Scelta ambigua per questi due genitori che nella vita fanno gli artisti circensi e vivono su una casa galleggiante a Kensham, nei pressi di Bath. La nonna paterna di Anoush ha scoperto il genere del nipote solo quando gli cambiato per la prima volta il pannolino, ovvero quando il piccolo aveva già 11 mesi. Secondo i genitori Anoush deciderà il proprio genere da solo, da grande.
Non stiamo cercando di farli diventare qualsiasi cosa. Vogliamo solo che siano loro stessi. Gran parte del pregiudizio di genere è inconscio. Quando sono rimasta incinta, io e il mio compagno abbiamo discusso di come potessimo contribuire a mitigarlo e abbiamo pensato che l’unico modo per farlo fosse quello di non rivelare il sesso del bambino”
ha dichiarato la madre.
Una scelta per la quale non c’è bisogno di aspettare che Anoush cresca per capire se “l’esperimento” di mamma e papà abbia funzionato e il figlio, o figlia, abbia vissuto esente da pregiudizi: il piccolo è soggetto a facili e inopportuni commenti già ora, dato che si è ritrovato con due genitori che hanno deciso di sperimentare sulla sua pelle un metodo destinato a fallire già in partenza. Perché le intolleranze e i pregiudizi non si combattono con forzature, ma con la cultura e la pazienza. Tanta pazienza.



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