Due anni, pena sospesa, per un padre di 47 anni pisano accusato di aver maltrattato i propri figli, di 12 e 13 anni. L’uomo, che li costringeva a pregare minacciandoli di fargli saltare la cena, non è un estremista islamico, non è un fanatico di una qualche religione che sdogana crudeltà come fossero legge, ma si tratta di un cristiano. Obbligava i figli a pregare tutti i giorni, più volte al giorni, e per farlo usava violenza e urlava.
La querela è arrivata dalla moglie, esasperata dalle vessazioni del marito che la costringeva, tra le altre cose, a far alimentare i due figli solo con poco latte il venerdì santo, giorno in cui lui stesso osservava il digiuno quasi totale previsto per il periodo di Quaresima. La moglie ha chiesto ora la separazione, mentre i figli vorrebbero non rivedere più vedere il padre.
Una storia che lascia basiti, senza parole e che probabilmente passerà inosservata come ogni episodio in cui, nonostante il fanatismo e la violenza, non ci sono stati morti. Un episodio che, per l’ennesima volta e se mai ce ne fosse bisogno, pone l’attenzione su un punto fondamentale: le religioni, nel momento in cui scadono nel fondamentalismo e nell’integralismo, sono pericolose e fuorvianti, oltre che controproducenti per la causa stessa, che dovrebbe essere quelle di avvicinare a dio.
L’amore e la tolleranza dovrebbero essere le uniche vere religioni da seguire con strenuo fondamentalismo, e tutto il resto verrebbe da sé. Basterebbe davvero poco, ma è più facile ‘drogarsi di dogmi‘, che farsi un sano esame di coscienza.


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