Previsioni Meteo Ottobre 2019: dove pioverà e dove farà più freddo secondo i dati stagionali [MAPPE]

Previsioni Meteo Ottobre: influenza alternata tra anticiclone oceanico e correnti fredde da Nord. Ecco le possibili conseguenze per l'Italia

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Sul finire del mese, sono arrivati gli ultimissimi dati dei maggiori centri di calcolo, dati termici e barici riferiti alla superficie oceanica e alle sezioni medio-alte dell’atmosfera, utili per tracciare le linee guida del prossimo mese, quello di ottobre 2019.  Si tratta di dati grossolani, non certo validi per una evoluzione dettagliata del tempo, tuttavia indicativi di quella che potrebbe essere la circolazione di massima sintetizzata per l’intero corso di ottobre.

Da essi va dedotta innanzitutto una buona presenza della figura anticiclonica oceanica, quindi dell’alta pressione delle Azzorre, solo talvolta con contributi subtropicali africani. Una figura stabilizzante,  i cui massimi andrebbero collocandosi con prevalenza sulle aree centro-occidentali del continente mentre, a protezione dell’Italia, opererebbe il bordo orientale della figura anticiclonica, ossia la parte dell’alta pressione meno solida.

Un’altra significativa figura barica, ai fini del tempo italiano, è una possibile bassa pressione in prossimità della Scandinavia. Dunque, due gli elementi che appaiono più evidenti dalle indagini sugli ultimissimi dati stagionali: un’alta pressione su Centro Ovest Europa, una bassa pressione subpolare più decentrate verso la Scandinavia che non in area islandese, sede preferenziale in questo periodo stagionale.

Da questi assetti barici essenziali, possiamo dedurre alcune possibili considerazioni generali per il Mediterraneo centrale:

1- la circolazione potrebbe essere in prevalenza meridiana quindi Nord-Sud o Nordovest-Sudest;

2- per quanto debbano contemplarsi affondi depressionari, talvolta anche di un certo significato con temporaneo maltempo e piogge più abbondanti, in linea generale questo tipo di circolazione non depone per grossi apporti piovosi, o perlomeno non per buona parte d’Italia;

3- circolazione in grado di arrecare condizioni termiche in prevalenza normali, localmente con qualche piccolo eccesso sulle regioni tirreniche centrali e pianure del Nord, qualche deficit su quelle del medio-basso Adriatico, meridionali e alpine.

Questi gli elementi essenziali dedotti specie dalle indicazioni teleconnettive del Centro Europeo di Reading (UK) e sintetizzate in alcune mappe più indicative.

Nella prima cartina anomalie precipitazioni, su tutte le aree in bianco, le piogge sono attese nella media o più spesso un po’ sotto media. Per intenderci meglio, se la media piogge di ottobre a scala nazionale fosse di 70/80 mm, il dato evincibile secondo le proiezioni mensili sarebbe di 50/60 mm circa. Quindi, in via generale, le opportunità di piogge vi sarebbero, ma  inferiori al dato medio sulle aree in bianco.

Nelle aree in arancio, piogge più abbondantemente sotto la norma e ciò potrebbe accadere tra Toscana, Lazio e sui settori pianeggianti del Nord. Sulle aree a scala di blu, infine, le piogge potrebbero essere anche un po’ superiori alla media, in particolare su alcune aree meridionali, localmente alpine, del medio Adriatico e tra Levante Ligure e alta Toscana.

Nella seconda immagine, abbiamo rappresentato, invece, l’anomalia prevista per il prossimo mese di ottobre in riferimento alle temperature al suolo. Scorgiamo valori in prevalenza nella norma, aree in bianco, su buona parte del Paese. Va rilevato un leggero sopra media sul medio-alto Tirreno, sulle pianure centro-occidentali del Nord, localmente anche settori prealpini centrali, su Est Sardegna, tra Salernitano e Calabria tirrenica, localmente sulle pianure e coste  tra Marche,  Romagna e basso Veneto.

Valori leggermente sotto le medie, invece, sarebbero diffusamente possibili sui settori alpini occidentali e centro-orientali, leggero sotto medie anche su alcuni settori meridionali, tra Nord Campania, Molise, aree interne della Puglia, localmente su Est Lucania e sulla Sicilia.

Ricordiamo sempre che si tratta di linee evolutive mensili piuttosto grossolane, che non vanno prese in considerazione per alcun tipo di programmazione.