Scompare uno dei ghiacciai più famosi della Svizzera, l’esperto: “Invochiamo l’aiuto di Dio contro i cambiamenti climatici”

In 13 anni il ghiacciaio Pizol ha perso dall'80 al 90% del suo volume: organizzata una marcia funebre per commemorarne la scomparsa

Scompare uno dei ghiacciai alpini più famosi e più studiati, il Pizol, svanito nel nulla per via del riscaldamento globale. Così, dopo l’Islanda, anche la Svizzera commemora con una lunga marcia funebre uno dei sui ghiacciai. Circa 250 persone, di cui alcune vestite di nero, hanno raggiunto dopo due ore di cammino a piedi l’ex ghiacciaio situato tra il Liechtenstein e l’Austria, a circa 2.700 metri di altitudine. “Siamo qui per dire ‘addio’ a Pizol“, ha dichiarato Matthias Huss, glaciologo dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo mentre Eric Petrini, cappellano della parrocchia di Mels (Comune svizzero dove si trova il ghiacciaio) ha invocato “l’aiuto di Dio per affrontare l’enorme sfida del cambiamento climatico”.

In Svizzera, il Pizol “ha perso così tanto della sua sostanza che, da un punto di vista scientifico, non è più considerato un ghiacciaio“, ha spiegato Alessandra Degiacomi, dell’associazione svizzera per la protezione del clima. I partecipanti, tra cui molti bambini, hanno deposto fiori, ma nessuna targa commemorativa, a differenza di quanto fatto dagli islandesi il 18 agosto scorso in ricordo di Okjökull, il primo ghiacciaio dell’isola a perdere il proprio status. Ma in Svizzera come in Islanda, Paesi famosi per i loro ghiacciai, i timori degli scienziati sono i medesimi. “Dal 1850, si stima che ci siano più di 500 ghiacciai svizzeri completamente scomparsi“, di cui solo 50 avevano un nome, ha spiegato Huss. “Quindi il Pizol non è il primo, ma può essere considerato il primo ghiacciaio svizzero che scompare, che è stato studiato molto bene” dal 1893, ha aggiunto. Il rapporto è chiaro: dal 2006 ha perso dall’80 al 90% del suo volume. Rimangono solo 26.000 m² di ghiaccio, “meno di quattro campi da calcio“.