Il contegno è tutto. Il rispetto verso i morti, verso i caduti per la Patria, non dovrebbe mai essere messo in secondo piano. Una società che voglia definirsi civile non può prescindere da questo concetto fondamentale. E se a dimenticare cosa siano contegno e rispetto è proprio un primo cittadino significa che abbiamo un problema da non sottovalutare.
L’episodio accaduto a Porto Torres, in provincia di Sassari, dove il sindaco Sean Wheeler (Movimento 5 stelle) si è presentato in bermuda, camicia e con la fascia tricolore alla cerimonia della 76° commemorazione della Corazzata Roma e dei Cacciatorpedinieri Vivaldi e Da Noli – durante la quale persero la vita 1700 militari – è diventato in un attimo un caso nazionale, con avversari politici e non solo che si sono affrettati a pubblicare foto del primo cittadino nel corso della cerimonia.
In tempo di social, si sa, a montare un caso ci vuole un attimo, ma questa volta come dare torto a chi critica l’abbigliamento del sindaco? Qui non si tratta, come nel caso del vestito blu del ministro Bellanova, di una questione di gusto, ma proprio di contegno e di decoro, soprattutto in ragione del fatto che il primo cittadino indossava la fascia tricolore, ovvero
un simbolo legato alle trasformazioni cui la carica di primo cittadino sta andando incontro nell’ordinamento italiano, dunque va usata con consapevolezza e decoro”
come recita una circolare del Viminale di alcuni anni fa, nella quale si invitava a
un uso corretto e conveniente della fascia tricolore, con cognizione della dignità e del decoro della carica, e tale da non scalfire la realtà dello Stato come elemento di unità giuridica”.
Wheeler, che in seguito alle polemiche è sembrato quasi esterrefatto, come se fosse circondato da un drappello di pazzi che chiedono alle istituzioni il rispetto per le istituzioni stesse, ha fatto sapere su Facebook:
Mi dispiace se ieri alla cerimonia della Corazzata Roma qualcuno si sia sentito ferito dal mio abbigliamento, chi mi conosce sa come la penso, a chi non mi conosce lo scrivo ora. Per me rispetto ed educazione hanno dei significati profondi e possono prendere tante sfumature, ma sicuramente non si misurano con l’abito che si indossa”.
Ed è vero, non è l’abito a fare il monaco; ma un sindaco, un rappresentante di un’istituzione, non può prescindere da alcune regole che, sebbene non siano scritte, sono comunque consolidate e quanto mai opportune. Altrimenti nella vita avrebbe dovuto fare tutt’altro, non il sindaco.






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