Il tour operator Thomas Cook ha dichiarato bancarotta, sepolto dai debiti e a seguito del fallimento delle trattative per un accordo con i creditori: non essendo riuscita a trovare 200 milioni di sterline di liquidità necessarie a garantire la continuità delle sue operazioni, la società è finita in liquidazione obbligatoria.
In un recente comunicato l’azienda ha fatto sapere che, “nonostante i suoi considerevoli sforzi” non è riuscita a trovare un accordo tra gli azionisti e gli investitori. “Il board delle compagnia – prosegue la nota – non ha quindi avuto altra scelta che avviare i passi necessari per entrare in bancarotta con effetto immediato“.
Migliaia di clienti dello storico tour operator si sono ritrovati bloccati nelle loro destinazioni: dopo la dichiarazione di fallimento tutti i biglietti e le prenotazioni sono stati annullati.
Il governo britannico ha annunciato che sta predisponendo un piano per riportare gratuitamente in patria tutti i viaggiatori bloccati, anche noleggiando voli charter. E’ scattata dunque quella che i media britannici hanno definito “la maggiore operazione di rimpatrio mai fatta in tempo di pace“: il piano per riportare a casa dall’estero circa 165mila vacanzieri è noto col nome in codice “Project Matterhorn” ed è guidato dall’autorità per l’aviazione civile.
Gravi ripercussioni anche su un milione di clienti che avevano prenotato voli e viaggi per i prossimi mesi.
Thomas Cook lascia per strada 21mila dipendenti di cui circa 9mila in Gran Bretagna.
“C’è da chiedersi quanto i dirigenti di queste società fossero adeguatamente incentivati a risolvere i loro problemi“: ha dichiarato il premier britannico Boris Johnson. “E’ una situazione molto difficile e ovviamente i nostri pensieri sono rivolti ai clienti di Thomas Cook, i vacanzieri che ora potrebbero avere difficoltà a tornare a casa. Faremo del nostro meglio per riportarli a casa“. “In un modo o nell’altro lo Stato dovrà intervenire per aiutare i vacanzieri bloccati“.
Thomas Cook è nata nel 1841 per trasportare passeggeri coi treni nelle principali città britanniche: successivamente si è organizzata per gestire i viaggi all’estero, diventando la prima agenzia dei turisti britannici in Europa nel 1855, negli USA nel 1866, subito dopo la fine della guerra civile americana, e nel resto del mondo nel 1872.


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