Combattere i tumori con la prevenzione: la lotta parte dall’analisi del Dna. Lo dimostra uno studio pubblicato su ‘Cell Death & Disease’ da un gruppo internazionale di esperti coordinato dai ricercatori di Bioscience Genomics, spin-off partecipato dall’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ e da Bioscience Institute di San Marino. Il gruppo di ricercatori e clinici è costituito da scienziati dell’ospedale universitario di Basilea (Svizzera), Roma Tor Vergata e Trieste, degli ospedali di Cremona e del Memorial Sloan Kettering Cancer Centre di New York (Stati Uniti), insieme al gruppo di ricerca di Bioscience Genomics.

Ora nuovi investimenti, annuncia una nota dell’ateneo romano, permetteranno di espandere questo approccio a livello internazionale. Il programma di prevenzione precoce è denominato Helixafe e ha l’obiettivo di identificare sottopopolazioni di individui sani e asintomatici che non hanno ancora sviluppato un cancro. Una ‘rivoluzione‘ considerando che gli attuali approcci diagnostici consentono di individuare il tumore solo quando è già sviluppato ed ha una dimensione tangibile.
“Siamo entusiasti – ha detto Giuseppe Mucci, Ceo di Bioscience Institute – che il lavoro di validazione sia stato pubblicato su una rivista così importante. A breve assoceremo a Helixafe, che monitora l’instabilità genetica, anche la valutazione dell’infiammazione cronica e dell’equilibrio batterico intestinale che sinergicamente contribuiscono allo sviluppo del tumore. Il nostro concetto di medicina si basa sull’analizzare, monitorare e combattere le condizioni fisiopatologiche che promuovono le malattie per migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto delle cure nelle persone che si ammalano”.
Dello stesso avviso Mucci. “Siamo pronti a investire ancora di più nel campo della genomica e della medicina di precisione, ma allo stesso tempo vogliamo assicurarci che i medici siano pronti a recepire il nostro approccio altamente tecnologico. Per questo la formazione è essenziale. Prossimamente organizzeremo corsi di educazione continua in medicina (Ecm) focalizzati sui test molecolari, sulla caratterizzazione genomica e sulla medicina di precisione. Sarebbe questo un obiettivo da condividere con le aziende farmaceutiche che tanto stanno investendo nello sviluppo di farmaci personalizzati e che per essere utilizzati hanno bisogno di un approccio biomolecolare come il nostro e quindi sono aperto a ogni collaborazione con il settore pharma per iniziative di educazione condivise”.