A una settimana dal passaggio dell’uragano Dorian, l’isola di Grand Bahama, nelle Bahamas, in ginocchio per i danni e per il bilancio delle vittime, sta ora affrontando una catastrofe ambientale: una marea nera.
I forti venti che si sono abbattuti sul deposito petrolifero della società norvegese Equinor hanno determinato lo sversamento di parte del greggio. Il gruppo petrolifero ha garantito in una nota che “pulirà la marea nera” ma “la situazione è complessa e difficile“.
La zona vicino al terminal petrolifero è ricoperta da una patina nera e viscosa e l’aria è impregnata dall’odore del combustibile.
Sono 2.500 le persone che risultano ancora disperse, confermano le autorità locali, secondo cui il bilancio delle vittime, attualmente di 50 morti, è destinato ad “aumentare significativamente“.


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