”Accogliamo con estrema preoccupazione la condanna nella causa che vede da una parte la Commissione Ue e dall’altra l’Italia”. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta l’esito della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in merito alla questione Xylella. ”Ora temiamo inevitabili effetti negativi su tutto il comparto olivicolo nazionale, che rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare -prosegue Cia-. Non bisogna abbassare la guardia e occorre seguire alla lettera i protocolli scientifici senza rincorrere notizie false e teorie surreali, che tanto credito hanno avuto in questi ultimi anni”.
“Addio a 3 olive su 4 in Salento”
A causa della ‘Xylella fastidiosa’ quest’anno sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell’ultimo anno. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) in occasione del pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione europea.

“Un trend che rischia di diventare irreversibile se – conclude la Coldiretti – non si interviene con strumenti adeguati per rilanciare la più grande fabbrica green italiana con la Regione Puglia che ha garantito fino ad ora quasi la metà dell’olio Made in Italy”.
Emiliano: “La sentenza riguarda il Governo”
La sentenza europea che condanna l’Italia per le sue lentezze nella lotta alla Xylella “riguarda tutto il periodo in cui la lotta alla Xylella era sotto la esclusiva responsabilita’ del Governo italiano e dei suoi commissari”, e non riguarda la Regione Puglia “che anzi, da quando ha cominciato ad occuparsi della Xylella, gennaio 2016, ha finalmente realizzato un’organizzazione relativa ai monitoraggi e agli abbattimenti che ha soddisfatto i Commissari Europei che dal 2017 non hanno piu’ mosso critiche formali al nostro sistema che anzi e’ stato indicato come un sistema di riferimento anche per gli altri Paesi europei”.
“Secondo la sentenza e venendo al merito delle contestazioni – afferma ancora Emiliano – quelle riguardanti i ritardi degli abbattimenti degli alberi infetti da Xylellasono da ricercarsi nelle mancanze della legislazione nazionale e nei sequestri preventivi operati dalla Procura della Repubblica di Lecce che hanno impedito le estirpazioni”.
“Da quando le norme nazionali sono state modificate su richiesta della Regione Puglia – aggiunge – sono stati effettuati oltre 5.000 abbattimenti. Sopravvive solo una contestazione relativa al periodo di effettuazione del monitoraggio che secondo la UE doveva essere diverso da quello considerato corretto dalla Regione Puglia: ma di recente anche questa questione ha perso rilevanza visto che la tempistica del monitoraggio e’ stata finalmente fissata dalla UE al 30 novembre di ogni anno. In precedenza tale termine non era precisato e la contestazione sui ritardi dei monitoraggi non aveva un termine preciso di riferimento. Resta il fatto che solo il primo monitoraggio avviato dalla Regione Puglia nel 2016 ha drasticamente migliorato la situazione e risolto le contestazioni di omesso monitoraggio”.