La Luna è l’unico satellite naturale della Terra. Il suo nome proprio viene adoperato, con l’iniziale minuscola, come sinonimo di satellite anche per i corpi celesti che orbitano nelle vicinanze di altri pianeti. Rispetto al nostro pianeta, orbita ad una distanza media di circa 384.400 km, così vicina da essere visibile ad occhio nudo, assieme a molti rilievi presenti sulla sua superficie. Condiziona la vita sul nostro globo terracqueo di innumerevoli specie viventi, per quel che concerne il ciclo riproduttivo e i periodi di caccia; influenza le maree e la stabilità dell’asse di rotazione terrestre. Indicativamente, si suppone che la Luna si sia formata 4,5 miliardi di anni fa, non molto tempo dopo il germogliare del nostro pianeta nell’Universo. Sebbene sia stata già visitata dall’uomo più volte, continua ad essere, inevitabilmente, uno dei punti conosciuti della nostra galassia più interessanti e misteriosi.

Poche ore fa, è stata ufficializzata la notizia che una misteriosa sostanza gelatinosa, lievemente luccicante e con un colore particolare, è stata scovata sul lato “nascosto” del satellite, in un piccolo cratere provocato da impatto, dal rover cinese Yu-Tu 2. E’, infatti, dallo scorso gennaio, dopo essere stato rilasciato dalla sonda Chang’e 4, che è in corso la sua esplorazione sul suolo lunare e la scoperta, in realtà, risalirebbe allo scorso 28 luglio, quando Yu-Tu 2 stava per “assopirsi” per proteggere i suoi delicati circuiti dal calore del giorno lunare ( della durata di due settimane terrestri ). Poco prima che i tecnici del centro di controllo aerospaziale di Pechino inviassero il comando di spegnimento, sarebbero pervenute immagini che hanno dell’incredibile: un piccolo cratere nella cui concavità giaceva un materiale lucente dalla colorazione anomala.
Dopo una breve riunione, i tecnici cinesi hanno scelto di tenere il rover in attività ancora per qualche tempo, così da spingerlo in direzione ovest per analizzare meglio il misterioso materiale grazie all’intervento degli spettrometri nell’infrarosso e nel visibile. Per adesso, l’ipotesi più plausibile è che il materiale in questione sia vetroso, fuso dal calore dell’impatto del meteorite che, poco fa, avrebbe formato il piccolo cratere.


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