Allerta meteo, l’allarme: “Milioni di italiani a rischio per esondazioni o frane, ci vuole un piano di emergenza”

"Prevenire è meglio che curare", ma in Italia non si fa quasi nulla per fronteggiare il rischio idrogeologico

Urgente un piano di emergenza per tutti i Comuni italiani, da mettere in atto in caso di alluvioni e disastri dovuti al maltempo“. E’ l’appello fatto da Nicoletta Gandolfi, membro della commissione Ambiente dell’Ordine degli architetti, dopo i nubifragi dei giorni scorsi e l’ulteriore allerta meteo lanciata oggi per diverse regioni italiane. “Nel nostro Paese la maggior parte dei Comuni e’ a forte rischio idrogeologico – spiega – per questo c’e’ bisogno in molte regioni di misure di emergenza precise e stabilite a priori, da applicare di volta in volta. Milioni di cittadini sono esposti costantemente al pericolo di esondazioni o frane ma nonostante cio’, non si fa manutenzione o prevenzione“, sottolinea l’architetto.

Si tratta di eventi catastrofici sempre piu’ frequenti e “i danni si verificano spesso anche a causa della scarsa attenzione e cura – continua l’esperta – Non vengono puliti o dragati gli alvei di fiumi e torrenti che, pieni di rifiuti ma anche di materiale naturale come erbe o rami, con la pioggia straripano; manca una manutenzione costante dei boschi, anche perche’ molte montagne e zone appenniniche si sono spopolate. Infine il consumo di suolo fa diminuire il terreno permeabile”. Da anni poi “le competenze del genio civile sono state trasferite alle singole regioni rendendo da un lato piu’ puntuale l’intervento su ogni territorio, ma dall’altro piu’ complessa una programmazione a livello nazionale: si pensi ad esempio al corso del fiume Po che tocca varie aree“.

A complicare la situazione vi e’ poi un problema di scarsita’ di risorse economiche. Prevenire e’ sempre meglio che curare – ricorda Gandolfi – in Italia ogni anno spendiamo miliardi per riparare i danni dovuti a questi disastri ambientali, mentre sarebbe molto meglio investire prima in manutenzione, anche perche’ in questo modo si potrebbe creare lavoro per molte persone“.