Il Comando regionale Carabinieri Forestale “Calabria” e l’Arpacal hanno firmato a Catanzaro, nella sede dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, un’intesa per implementare in Calabria il sistema di allertamento meteo valanghivo curato da Meteomont sull’intero territorio nazionale, gestito dall’omonima sezione della Sala operativa del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri.
“L’accordo – ha sottolineato il direttore dell’Arpacal Domenico Pappaterra – è previsto da una specifica direttiva del Dipartimento di Protezione civile, recuperata anche in un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che prevede l’obbligo per cui i centri multirischi regionali devono cooperare con chi in questo campo, oggi parliamo di valanghe, ha costruito una esperienza. In una terra come la nostra, caratterizzata da molti rischi, quello idrogeologico, delle inondazioni, quello sismico, ieri ne abbiamo avuto un esempio, e’ emblematico che proprio oggi noi, su un altro terreno, che e’ quello di come si possono frequentare le montagne in condizione di sicurezza, si costruisca una cooperazione strutturata e durevole che possa mettere in campo un percorso che dia a tutto il sistema di allertamento nivologico la possibilita’ di avere dati certi. Per questo la cooperazione che inizia con questo primo protocollo andrà al di là, perché i temi che ci uniscono sono tanti”.
Si tratta di un accordo, il primo in Italia, che ha l’obiettivo di rendere più sicure le montagne e di prevenire che in zone particolarmente a rischio, d’inverno, le valanghe possano sorprendere turisti o anche cittadini che si siano avventurati in solitaria, avvisandoli prima con bollettini di criticità emessi dal Centro funzionale multirischi Arpacal a cui saranno trasferite da parte del Comando regionale Carabinieri Forestale alcune informazione meteo nivometriche e sulla pericolosita’ delle valanghe nelle zone montane calabresi.
“Oggi parliamo di prevenzione – ha detto il colonnello Giorgio Maria Borrelli, comandante del Comando regionale Carabinieri Forestale ‘Calabria’ – e i carabinieri forestali stanno percorrendo questo sentiero che va anche verso la prevenzione. L’argomento di oggi potrebbe sembrare marginale, in realtà rappresenta un elemento di prestigio finalizzata alla mobilita’ sul territorio e alla libera fruizione del territorio montano che passa attraverso questo fortissimo elemento di novità che è l’azione sinergica di due strutture che collaboreranno anche attraverso l’uso di nuove tecnologie. Grazie a questo potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, primo fra tutti la sicurezza in montagna. Questo protocollo non fa altro che rafforzare la nostra presenza sul territorio e si muove in un’ottica che va nella piena collaborazione tra istituzioni diverse che hanno il compito di raggiungere il medesimo obiettivo”.
Le stazioni che andranno ad implementare il sistema sono sei e saranno fornite dall’Arpacal grazie ai fondi Por Calabria 2014/2020. I territori montani sono stati individuati sulla rete di monitoraggio consolidata nel tempo dal corpo forestale. Aspromonte, Pollino, Sila, territori della dorsale dell’appennino Lucano, saranno continuamente monitorati nei periodi di massima criticità, cioè d’inverno, ai fini della prevenzione dei rischi connessi al manto nevoso. “Utilizzeremo i nodi di questa rete – ha spiegato Eugenio Filice, il direttore del Centro Funzionale Multirischi – dove saranno innestati i sensori ad alta tecnologia cosi’ potranno esserci piu’ dati e un miglioramento dell’affidabilità nella previsione”.
