Vuoi diventare come Chiara Ferragni? Iscriviti all’università. Arriva il corso di Influencer

Piuttosto che corso per Influencer chiamatela "prostituzione intellettuale dei giovani plagiati"

Chiara Ferragni, Giulia de Lellis e compagnia bella possono andarne fiere: è stato istituito un corso di laurea che insegna ai giovani aspiranti come si diventa influencer. E pensare che loro non hanno fatto alcun percorso di studio per diventarlo: sono bastati denaro, fama e ‘bella presenza’. I loro followers, invidiati da stormi di adolescenti, fanno gola a molti ed è così che un’università italiana, per dare slancio alla propria offerta formativa, ha deciso di attivare un apposito corso di laurea.

Dunque, bisognerà ‘sgobbare’ sui libri per riuscire a postare foto e post da migliaia di click. Ora, sul tema si potrebbe fare un discorso da ‘matusa’ e chiedersi quale sia la ragione per cui sprecare energie, risorse e tempo in questa facoltà per la quale, molto probabilmente, ci riderà dietro mezzo mondo. Ma, volendo essere tolleranti nei confronti di queste trovate ammazza-cultura, cerchiamo di sviscerarne la genesi e il decorso.

Ad avere avuto l’idea del secolo è stata l’università telematica eCampus, che ha lanciato il nuovo percorso di Influencer nel corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione. L’obiettivo del corso, come si legge sul web, sarebbe quello di “fornire le competenze e gli strumenti per applicare i dettami del marketing al mondo ‘social“. “La figura dell’influencer – si legge ancora nella presentazione del corso – pur non risultando una professione attualmente regolamentata, è sempre più richiesta da aziende, marchi commerciali e agenzie pubblicitarie, proprio per la capacità di veicolare messaggi al proprio pubblico che la riconosce come ‘opinion leader’ credibile e affidabile“.

Ma per studiare social-media, marketing e linguaggio dei media, non era sufficiente un corso ‘classico’ in Scienze della Comunicazione? Perché creare questo specchietto per le allodole, illudendo migliaia di giovani quando in realtà, per diventare influencer (aspirazione sulla quale si potrebbe discutere a lungo), serve tutt’altro che una laurea? E soprattutto: perché alimentare la volontà di diventare influencer quando questo mondo ha bisogno di ben altro che di influencer? Chiamatelo benaltrismo, chiamatelo come volete, ma con l’istituzione di questo corso abbiamo sancito e messo nero su bianco quello che tutti già sapevamo: il dio denaro – con sua sorella ‘fama’ – ha vinto e i valori, le aspirazioni, lo sviluppo delle potenzialità, sono caduti nel dimenticatoio, surclassate da un mestiere e da un corso di laurea che potrebbe avere titolo e sottotitolo: Influencer – La prostituzione intellettuale dei giovani plagiati.