Conte, Pompeo, Le Iene, il parmigiano, il taralluccio e il vino: la scenetta all’italiana è servita

All'estero ci vedono spesso come dei "mangia-spaghetti", mafiosi, tarantellari che buttano tutto a tarallucci e vino: la scenetta di ieri a Palazzo Chigi ne ha dato conferma

Il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha incontrato ieri il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Lo scopo dell’incontro era quello di limitare il più possibile i danni che l’Italia potrebbe subire a seguito della nuova ondata di tasse sull’export europeo in Usa. Per il comparto agroalimentare del nostro Paese sarebbe un contraccolpo negativo non indifferente. Necessario dunque più che mai un approfondito lavoro diplomatico da parte del nostro governo.

Peccato però che ieri, davanti agli occhi di Pompeo a Palazzo Chigi, sia stata messa in piedi una scenetta a dir poco risibile. Conte aveva appena stretto la mano allo statunitense quando la giornalista de Le Iene, Alice Martinelli, si è avvicinata e rivolgendosi al segretario USA gli ha consegnato un pezzo di parmigiano. Lo scopo, che era quello di far apprezzare i nostri prodotti tipici, non è stato di certo raggiunto o quanto meno dubitiamo ce ne fosse bisogno. Che i prodotti Made in Italy siano apprezzati in tutto il mondo è risaputo. Il problema è di natura economica, non di certo di gusto o di mancanza di consapevolezza , all’estero, della qualità di un prodotto italiano DOC o DOP, ed è dunque da un punto di vista diplomatico ed economico che va risolto.

Conte, costretto a dire “Mi lasci fare il mio lavoro, il presidente del Consiglio lo faccio io. Così non si difende il made in Italy“, è stato preso alla sprovvista in un momento cruciale per il nostro Paese e nemmeno il rimarcare il suo ruolo istituzionale è servito a farlo uscire dall’impasse. Ma tant’è, all’estero già ci vedono come dei “mangia-spaghetti”, mafiosi, tarantellari che buttano tutto a tarallucci e vino. Il siparietto de Le Iene non ha fatto altro che darne conferma. L’ennesima.