I tumori fanno sempre meno paura: da oggi in Italia un nuovo strumento in grado di rendere più efficaci le cure

Aiuterà le cure contro i tumori ad avere maggiore efficacia, grazie alla sinergia tra ipertermia profonda, chemioterapia e radioterapia

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Aiuterà le cure contro i tumori ad avere maggiore efficacia, grazie alla sinergia tra ipertermia profonda, chemioterapia e radioterapia. Entra così in funzione, per la prima volta in Italia, presso il Polo di radioterapia oncologica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, un sistema di ipertermia profonda per la cura dei tumori in grado di ottimizzare la risposta a chemioterapia e radioterapia. Il macchinario, testato con effetti benefici su diversi tipi di neoplasie che colpiscono ampie fasce della popolazione come sarcomi, prostata, pancreas, colon-retto, ma anche tumori meno frequenti come quello della testa e del collo, della mammella e della pelvi, è stato inaugurato oggi alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, il quale ha affermato: “Grazie a questo macchinario innovativo si potranno combattere i TUMORI attraverso l’utilizzo del calore mantenendo una bassa tossicità e limitando gli effetti collaterali. Un investimento importante per potenziare il polo di radioterapia oncologica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma“.

Il sistema di ipertermia profonda grazie all’utilizzo di specifiche frequenze elettromagnetiche è in grado di modulare con elevata precisione la distribuzione del calore in base a dimensione e localizzazione del tumore potenziando l’efficacia dei trattamenti loco-regionali (radioterapia) e sistemici (chemioterapia) grazie al riscaldamento in profondità dei tessuti trattati.

Nello specifico l’innalzamento selettivo della temperatura, stimola la dilatazione dei vasi sanguigni, riduce le aree tumorali scarsamente ossigenate, inibisce la capacità delle cellule tumorali di riparare i danni subiti rendendo l’azione della radioterapia e della chemioterapia ancora più efficace. Il calore inoltre è capace di stimolare una risposta immunitaria anti-tumorale attraverso l’espressione di recettori di superfiice e la secrezione di specifiche proteine che permettono al sistema immunitario di riconoscere le cellule tumorali e attaccarle. Un potenziamento dell’efficacia che si realizza senza aumentare la tossicità e gli altri effetti collaterali sui tessuti e gli organi sani del paziente, oltre a essere un sistema indolore e non invasivo e utilizzabile anche per cure di lunga durata. In Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno. L’ipertermia profonda si utilizza a qualunque stadio della malattia e su pazienti di tutte le età. Ogni seduta dura circa un’ora e si esegue in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Nell’ultimo anno di attività il Polo di via Emilio Longoni ha seguito oltre 700 nuovi pazienti e da sempre rappresenta un punto di riferimento nelle cure per il centro-sud Italia e per l’area est della Capitale. Un investimento di oltre 9 milioni di euro ha permesso di restituire al territorio un Polo di radioterapia oncologica accogliente ed efficiente in grado di fornire assistenza a oltre 150 persone al giorno tra pazienti di prima visita, percorsi di terapia e controlli di follow-up, tutti in convenzione con il SSN.

Tra le altre strumentazioni a disposizione del Centro vanno ricordati i due acceleratori lineari di ultima generazione con ricostruzione tridimensionale del volume tumorale e la Tac con controllo dinamico del respiro, caratterizzata da una struttura circolare dell’ampiezza di 80 centimetri per garantire elevato comfort al paziente. Un’apparecchiatura che utilizza tecniche di gating respiratorio che seguono il movimento del paziente durante la respirazione e riducono l’esposizione dei tessuti sani alle radiazioni. Lucio Trodella, direttore della Uoc di Radioterapia Oncologica, ha affermato: “Siamo i primi in Italia a esserci dotati di un macchinario di precisione fino ad oggi diffuso principalmente nei Paesi nord-europei e nel continente americano. Riscaldando il tumore a 40-45 °C possiamo indurre un danno alle cellule tumorali tale da portarle alla morte. Altro punto di forza è la sua capacità di rendere le cellule colpite molto più sensibili alla radioterapia e alla chemioterapia migliorando l’indice terapeutico senza che aumenti la tossicità per il paziente”. Il presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Felice Barela, ha evidenziato che “Il Polo di via Longoni è rimasto negli anni un punto di riferimento dentro e fuori il Lazio e un elemento di forza nell’offerta di salute del territorio”. A sottolineare la scelta di un’offerta ricca di tecnologie avanzate e attenzione al paziente è stato Paolo Sormani, direttore generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. “Crediamo che il nostro investimento oltre che nelle tecnologie, sia un investimento sulla salute pubblica di tutto il territorio”.