L’infarto, sopratutto dopo una certa età, può insorgere anche con sintomi lievi che non vanno sottovalutati. Se è vero che il 20% degli infarti si manifesta durante uno sforzo fisico, è anche vero che basta uno stress emotivo violento a provocarlo. Nella maggior parte degli uomini (54%) con insorgenza improvvisa dell’infarto, i sintomi sono stati scatenati da uno lavoro fisico pesante o stancante, come salire le scale per le persone in sovrappeso, oppure correre o spalare la neve. Tuttavia spesso gli attacchi cardiaci possono avvenire a riposo: è pertanto fondamentale conoscere i sintomi, anche latenti, che possono far pensare all’insorgenza di un infarto al fine di ridurre al minimo i danni e i rischi per la salute.
Uno studio pubblicato sull’European Journal of Cardiovascular Nursing, evidenzia proprio i sintomi lievi che possono essere spia di un serio problema al cuore: i ricercatori hanno confrontato in particolare i comportamenti di pazienti con un infarto in corso sia con sintomatologia acuta che graduale. Nel primo caso il tempo era di circa 2.6 ore, mentre nel secondo si protraeva fino alle 8 ore: un intervallo eccessivo che può comportare seri rischi per il paziente.

«In circa metà dei pazienti l’infarto è insorto lentamente, quindi il fenomeno non è raro – ha spiegato la ricercatrice Sahereh Mirzaei – I sintomi della sindrome coronarica acuta non sono specifici e interpretarli non è sempre facile per i pazienti».
A differenza dell’attacco cardiaco improvviso, che si manifesta con un forte dolore al petto, nel caso di un attacco graduale si può manifestare un leggero malessere, difficoltà a respirare e tensione al torace.
I cardiologi mettono in guardia soprattutto le persone a rischio: chi soffre di ipertensione, diabete, colesterolo alto e avverte un dolore al petto dopo uno sforzo potrebbe avere un infarto in corso.