Moria di uccelli nel Ravennate: forse intossicazione da botulino

"Una vera e propria ecatombe in una delle zone più preziose del patrimonio ambientale italiano, protetta dalle norme europee ed italiane e dalla convenzione di Ramsar"

“Una vera e propria ecatombe in una delle zone più preziose del patrimonio ambientale italiano, protetta dalle norme europee ed italiane e dalla convenzione di Ramsar”. Così Italia Nostra parla della moria di uccelli acquatici che negli ultimi giorni si è registrata nel Ravennate, nella zona di Valle della Canna, forse provocata da un’intossicazione di botulino.

“Solo venerdì 4 ottobre, sono stati recuperati 1075 uccelli morti (di cui 35 trampolieri) e 185 ancora vivi. Circa 300 quelli recuperati nei giorni precedenti, di cui una sessantina i superstiti. Di questi 60, sette quelli sopravvissuti alla strage“, spiega Italia Nostra.

Si calcola che i morti complessivi possano essere almeno il triplo, ovvero svariate migliaia, senza contare quelli che avranno contratto l’intossicazione per poi andare a morire altrove, come gia’ segnalato per alcuni siti”. “Dato che i primi decessi sono stati segnalati a settembre e alla riapertura della caccia non e’ piu’ stato possibile ignorare la situazione, perche’ non si e’ provveduto prima ad immettere acqua fresca nella Valle ormai marcescente? Le responsabilità sono gravissime, si parla di reati penali”, prosegue l’associazione che valuterà, “anche a livello ministeriale ed europeo, tutte le azioni utili ad individuare i responsabili di questa ecatombe e del relativo stato di emergenza sanitaria”.

Sulle condizioni della Valle della Canna, dove negli ultimi giorni c’e’ stata una moria di uccelli acquatici, l’amministrazione comunale di Ravenna precisa di essersi attivata sin dal primo momento, per monitorare la situazione e intervenire nei modi possibili. Ieri alcune decine di volontari delle associazioni, venatorie e non, hanno operato per prelevare gli uccelli morti e soccorrere quelli malati con il supporto di personale del Comune e del centro recupero avifauna, concordandolo con tutti gli enti preposti, al fine di cercare di arginare il fenomeno verificatosi. Al riguardo “si ringraziano tutti gli intervenuti per il prezioso lavoro svolto”. Il Comune, insieme a tutti gli enti competenti, fa sapere di aver favorito azioni straordinarie per il ricambio delle acque della valle in maniera rapida e per fornire cosi’ ossigeno all’area e limitare la proliferazione del botulino con l’auspicio di uscire dall’emergenza. “D’altra parte – prosegue la nota – si tratta di un ambiente tenuto artificialmente in un difficile equilibrio, attraverso la regolazione dei livelli idrici, e la cui gestione e’ molto complessa perche’ esistono esigenze molto diverse tra loro e a volte contrapposte, in relazione alle condizioni di vita del patrimonio di flora e della diversa fauna che lo popola. Questo delicato equilibrio e’ stato messo ulteriormente a dura prova, oltre che dalle note problematiche legate ai cambiamenti climatici anche dalle temperature anomale del mese di settembre e inizi di ottobre, che hanno contribuito a determinare la situazione di criticita'”.

Il capogruppo della lista civica di opposizione ‘Per Ravenna’ Alvaro Ancisi, ha annunciato di avere depositato una denuncia per disastro ambientale indirizzata alla Procura della citta’ romagnola per vagliare la situazione della Valle della Canna e la moria di volatili degli ultimi giorni. Ancisi ha precisato di avere depositato l’atto ieri negli uffici del Comune di Ravenna in veste di presidente della commissione Ambiente. Ha poi spiegato che “questa valle rappresenta un patrimonio naturalistico inestimabile pari a circa 220 ettari di proprieta’, per parti distinte, del Comune di Ravenna e del Demanio pubblico”. Il consigliere ha ricordato che “l’esito degli esami di un primo campione, segnala la presenza del batterio Botulino, produttore di tossine di tipo C, possibile causa di una funesta epidemia”. Per questo ha chiesto alla Procura di accertare “se possa sussistere l’ipotesi di disastro ambientale”.