Morte improvvisa: non sempre la causa è l’infarto, soprattutto se colpisce persone sotto i 35-40 anni

"Con la morte improvvisa si ha un arresto del cuore inaspettato, che però non sempre è causato da un infarto"

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Ogni anno in Italia si verificano numerosi casi di morte improvvisa – tra 50mila e 70mila – decessi che potrebbero essere evitati con l’intervento tempestivo di un defibrillatore automatico: lo sostiene Alessandro Cappucci, direttore della Clinica Cardiologica dell’Università Politecnica delle Marche.
Con la morte improvvisa si ha un arresto del cuore inaspettato, che però non sempre è causato da un infarto. Se si ha in persone sotto i 35-40 anni, sono altre le cause: patologie non diagnosticate, spesso non riconosciute anche con esami importanti, come le malattie dei canali o la sindrome di Brugada,” spiega l’esperto.
I decessi potrebbero essere evitati usando il defibrillatore elettrico, al massimo entro i primi 9-10 minuti dal malore. In Italia, secondo i dati presentati, la percentuale dell’utilizzo fuori dagli ospedali (palestre e stadi ad esempio) si aggira solo sul 6,4%, contro una media europea del 15-20%: “Si continuano a spendere soldi e tempo sui corsi per le manovre di rianimazione cardiopolmonare che non sono efficaci quanto il defibrillatore. E i dati lo dimostrano“.
In alcuni centri sportivi di Piacenza, nell’arco di 15 anni, Cappucci ha rilevato che nelle strutture senza apparecchio, su 11 persone con arresto cardiaco durante l’allenamento, solo una si è salvata in attesa dell’ambulanza. Dove era presente il defibrillatore, su 15 casi di arresto cardiaco solo una persona è morta. “Il defibrillatore dovrebbe essere presente in ogni luogo pubblico, un po’ come l’estintore, tanto più che ora costa quanto uno smartphone,” conclude l’esperto.