NASA: “Il buco dell’ozono 2019 è il più piccolo mai registrato dalla sua scoperta, evento raro”

“Quest’anno, le misurazioni al Polo Sud non hanno mostrato alcuna porzione dell’atmosfera in cui l’ozono fosse completamente distrutto”, sostengono gli esperti

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Modelli meteorologici anomali nell’alta atmosfera sopra l’Antartide hanno drasticamente limitato la riduzione dell’ozono a settembre e ottobre, determinando il buco dell’ozono più piccolo osservato dal 1982, hanno riportato NASA e NOAA. Il buco dell’ozono di quest’anno ha raggiunto la sua massima estensione di 16,4 milioni di chilometri quadrati l’8 settembre e poi si è ridotto a meno di 10 milioni di chilometri quadrati per il resto di settembre e ottobre, secondo le misurazioni di NASA e NOAA. Durante gli anni con condizioni meteo normali, il buco dell’ozono solitamente cresce fino ad un’area massima di circa 20 milioni di chilometri quadrati a fine settembre-inizio ottobre.

È una fantastica notizia per l’ozono nell’emisfero meridionale. Ma è importante riconoscere che quello che stiamo vedendo quest’anno è dovuto alle temperature stratosferiche più alte. Non è un segno che l’ozono atmosferico sta andando velocemente verso il recupero”, ha detto Paul Newman, scienziato per Earth Sciences al Goddard Space Flight Center della NASA.

Credits: NASA/NASA Ozone Watch/Katy Mersmann

L’ozono è una molecola molto reattiva, composta da 3 atomi di ossigeno, che appare naturalmente in piccole quantità. A circa 10-40km sopra la superficie della Terra, in uno strato dell’atmosfera noto come stratosfera, lo strato di ozono è come una protezione solare che protegge il pianeta dalla radiazione ultravioletta potenzialmente dannosa, in grado di provocare tumori alla pelle e cataratte, sopprimere il sistema immunitario e danneggiare anche le piante. Il buco dell’ozono antartico si forma durante la fine dell’inverno dell’emisfero meridionale quando i raggi del sole avviano le reazioni che riducono l’ozono. Queste reazioni coinvolgono forme chimicamente attive di cloro e bromo derivate da composti artificiali. La chimica che porta alla loro formazione coinvolge reazioni chimiche che si verificano sulle superfici di particelle di nubi che si formano nei freddi strati stratosferici, portando infine alle reazioni che distruggono le molecole di ozono. Ma con temperature più alte, si formano meno nubi stratosferiche polari che non persistono a lungo, limitando il processo di distruzione dell’ozono.

Insolito ma non senza precedenti

buco dell'ozonoQuest’anno, le misurazioni al Polo Sud non hanno mostrato alcuna porzione dell’atmosfera in cui l’ozono fosse completamente distrutto”, ha detto Bryan Johnson, scienziato atmosferico dell’Earth System Research Laboratory della NOAA. Questa è la terza volta negli ultimi 40 anni in cui i sistemi meteorologici hanno causato alte temperature che limitano la distruzione dell’ozono, ha aggiunto Susan Strahan, scienziata atmosferica della Universities Space Research Association, che lavora al Goddard della NASA. Anche nel settembre 1988 e 2002, simili modelli meteorologici nella stratosfera antartica hanno prodotto buchi dell’ozono insolitamente piccoli, ha affermato. “È un evento raro che stiamo ancora cercando di capire. Se il riscaldamento non si fosse verificato, staremmo analizzando un buco dell’ozono più tipico”, ha detto Strahan. Non c’è una connessione identificata tra il verificarsi di questi modelli e i cambiamenti del clima.

buco dell'ozonoI sistemi meteorologici che hanno alterato il buco dell’ozono 2019 sono solitamente modesti a settembre, ma quest’anno sono stati eccezionalmente forti, scaldando drasticamente la stratosfera antartica durante il momento cruciale per la distruzione dell’ozono. Ad un’altitudine di circa 20km, le temperature a settembre sono state di 16°C più calde della media, di gran lunga le più calde nelle registrazioni storiche di 40 anni per il mese di settembre. Inoltre, questi sistemi meteorologici hanno anche indebolito il vortice polare antartico, spostandolo dal suo normale centro sul Polo Sud e riducendo la forte corrente a getto di settembre intorno all’Antartide da una velocità media di 260km/h ad una velocità di 108km/h. Questa rotazione più lenta del vortice ha permesso all’aria di affondare nella bassa stratosfera dove si verifica la distruzione dell’ozono, dove ha avuto due effetti.

Per prima cosa, ha scaldato la bassa stratosfera antartica, minimizzando la formazione e la persistenza delle nubi stratosferiche polari che sono un principale ingrediente nel processo di distruzione dell’ozono. Poi, i forti sistemi meteorologici hanno portato l’aria ricca di ozono dalle latitudini più alte dell’emisfero meridionale all’area sopra il buco dell’ozono antartico. Questi due effetti hanno portato livelli di ozono molto più alti del normale sull’Antartide rispetto alle condizioni del buco dell’ozono solitamente presenti dalla metà degli anni ’80. Al 16 ottobre 2019, il buco dell’ozono dell’Antartide era ancora piccolo e stabile e si prevede che si dissipi gradualmente nelle prossime settimane.

I ricercatori della British Antarctic Survey hanno scoperto il buco dell’ozono nel 1985. 32 anni fa, la comunità internazionale ha firmato il Protocollo di Montreal per regolare il consumo e la produzione dei composti che eliminano l’ozono. I livelli atmosferici di sostanze artificiali che distruggono l’ozono sono aumentati fino al 2000. Da allora, sono lentamente diminuiti ma rimangono abbastanza alti da produrre una significativa perdita di ozono. Si prevede che il buco dell’ozono sopra l’Antartide diventi meno grave mentre i clorofluorocarburi (composti sintetici vietati che contengono cloro) continuano a diminuire. Gli scienziati prevedono che il buco sopra l’Antartide ritorni ai livelli del 1980 intorno al 2070.