A Love Design 2019 saranno esposti anche tre progetti premiati nella prima edizione di un concorso molto speciale promosso da ADI con il Comitato Lombardia di Fondazione AIRC: Il design aiuta a guarire, che ha avuto la sua prima edizione nel 2018 e ritornerà con nuovi progetti nel 2020.
Si tratta di soluzioni semplici a problemi quotidiani dei pazienti e di chi sta loro accanto: ricercatori, medici e familiari. Tre oggetti che confermano come il design riesce a sfruttare efficacemente tecnologie tradizionali e nuove per
rendere più accoglienti gli ambienti della terapia, facilitare i rapporti di cura, rendere più semplici i rapporti con le cose e con le persone.
Il progetto premiato – DICA30TREE, di Ada Garombo e Martina Bonan – è un’asta portaflebo concepita per i piccoli pazienti, pensata per rendere meno angosciante la degenza e l’assunzione di farmaci. Accanto al primo classificato due progetti segnalati dalla giuria: A FIANCO, di Davide Andracco, accessorio che consente di camminare accanto alla carrozzina del paziente invece che dietro di essa, e INSIDE_CONDIVIDE LE TUE EMOZIONI di Ismaele Maranzan e Davide Bortolin: una sfera elettronica che attraverso la luce e il gioco favorisce la comunicazione emotiva del piccolo paziente.
Il concorso, biennale, si alterna con il tradizionale appuntamento di Love Design, con cui ormai da nove edizioni le aziende del design italiano offrono i loro prodotti per contribuire a finanziare la ricerca sul cancro. Lo scopo è rafforzare il rapporto tra il mondo del design italiano e il sostegno di AIRC alla ricerca oncologica.
“ADI vuole dare continuità allo stimolo che il concorso ha mostrato di rappresentare per i progettisti, in particolare per i giovani designer”, commenta il presidente ADI Luciano Galimberti. “Per i professionisti del settore partecipare a questo concorso rappresenta un modo di mettere in pratica concretamente i principi etici che sono alla base della nostra professione, e che vanno più che mai riaffermati: la sostenibilità della vita quotidiana dei malati e di chi ha rapporti con loro, che questo concorso chiama a migliorare, è un capitolo importante del generale appello al rispetto del mondo e della buona vita che oggi è così importante per tutti”.
“Sono molto grata ad ADI per aver ideato questo importante concorso con il quale si è voluto puntare l’attenzione su persone che vivono in situazioni difficili, cercando soluzioni che aiutino a migliorarne l’esistenza“, dichiara Bona Borromeo, Presidente del Comitato Lombardia Fondazione AIRC.
Anche alla seconda edizione del concorso potranno partecipare tutti i progettisti, senza alcun obbligo di iscrizione a Ordini professionali o ad associazioni di categoria. Vasta la gamma dei progetti possibili: sedute, tavoli, vassoi; letti, lettighe, carrelli per i pasti e carrelli per i farmaci; armadi e comodini per le stanze dei degenti e per i locali di servizio; ma anche sistemi per la diagnostica, in loco e in remoto, apparecchi e sistemi illuminanti, scaffalature e divisioni modulari per ambienti medici e laboratori di analisi.
