La salute degli occhi passa dal microbioma, che può avere degli effetti sulla loro Salute e sulla capacità visiva. Scoperti oltre 200 ceppi di batteri sulla superficie oculare. Il ruolo del microbioma oculare, nuova frontiera della ricerca, è uno dei temi del 6° Congresso su nutraceutica e occhio che si è svolto a Roma presso la sala convegni di Eataly con il patrocinio della ‘Sapienza’ Università di Roma e della SiNut (Società italiana nutraceutica). Al Congresso hanno partecipato i maggiori esperti di questo settore tra cui farmacologi, biochimici, nutrizionisti ed oculisti tematiche legate all’alimentazione che si sono confrontati su integrazione alimentare e sulle più diffuse applicazioni cliniche dei prodotti nutraceutici nelle malattie degli occhi.
“Ormai diversi studi – spiega Gianluca Scuderi, docente del Dipartimento di Neuroscienze, SaluteMentale e Organi Di Senso-Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’ospedale Sant’Andrea – hanno dimostrato che esiste un asse intestino-occhio tant’è vero che chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile in molti casi ha anche dei problemi di irritazione della superficie oculare”.

“L’equilibrio del microbioma – prosegue Scuderi – è importante non solo per il benessere intestinale ma anche per quello dell’apparato visivo e quando quest’equilibrio si rompe il microbioma possono entrare in gioco alcune patologie infiammatorie dell’occhio”.
Il microbioma è collegato anche al glaucoma. A fare da filo conduttore è la presenza di uno stato infiammatorio che colpisce sia l’intestino che la superficie oculare. Nella sua forma acuta, infatti, il glaucoma viene oggi considerata una malattia infiammatoria: l’alta pressione intraoculare provoca una perdita. Non solo: oggi è ormai accertato che il glaucoma va pensato come una malattia neurodegenerativa al pari di Alzheimer, il Parkinson o la Sla. “Sono tutte malattie – spiega Piero Barbanti, docente di Neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma – nelle quali neuroni localizzati in sedi diverse iniziano a invecchiare precocemente, morendo progressivamente: nella malattia di Alzheimer il processo inizia nell’ippocampo, nella malattia di Parkinson nella cosiddetta substantia nigra, nella Sla nei neuroni motori della corteccia cerebrale e del midollo spinale ed infine nel glaucoma nelle cellule gangliari della retina. Sono dunque malattie diverse ma accumunate da analoghi meccanismi di stress ossidativo e degenerazione del neurone”.
