Alejandro Stephan Meran, durante la terribile sparatoria all’interno della Questura di Trieste, ha mostrato “lucidità” portando avanti “l’azione aggressiva” nel pieno delle proprie facoltà mentali. E’ quanto rilevato nel decreto di fermo. Il gip nell’ordinanza che dispone il carcere per l’uomo, accusato di aver ucciso due agenti e avere sparato contro altri otto poliziotti, rileva l’assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell’uomo.
Intanto ci si chiede cosa sarebbe accaduto se l’uomo non fosse stato fermato e secondo il questore di Trieste, Giuseppe Petrozzi, si è rischiata una strage. “Questo è un dato di fatto. Aveva delle armi, all’interno della Questura. Fortunatamente e tragicamente c’eravamo solo noi poliziotti, fortunatamente non erano esposte altre persone. La potenzialità era tale che il bilancio sarebbe potuto essere più tragico“, ha dichiarato Petronzi a Rainews24.
L’ASSASSINO HA SPARATO 16 VOLTE, GLI AGENTI SOLO 6
Alejandro Stephan Meran ha sparato 16 colpi mentre gli agenti rispondendo al fuoco hanno esploso 6 colpi. Dunque sono stati 22 i colpi sparati in tutto nel pomeriggio di sangue alla Questura di Trieste. L’aggressore ha esaurito l’intero caricatore di una pistola e ha esploso un colpo dall’altra arma, in totale sedici colpi. Gli altri sei sono invece stati esplosi da agenti presenti sulla scena e che hanno tentato di fermare l’aggressore.


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