Ciricilla – Sila Piccola: nuova concreta speranza per la stazione sciistica abbandonata

Sintesi della conferenza stampa sul progetto di riqualificazione e sviluppo “Ciricilla per tutti” tenutosi venerdì 25 u.s. presso i locali del Ristorante “La Terrazza” del Villaggio Cutura di Taverna in Sila Piccola

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E’ proprio il caso di dirlo, in fondo c’è speranza per tutti! E’ questa la “morale della favola” mista, peraltro, ad un positivo sentimento di stupore e apprezzamento che ci pervade dopo aver appreso e partecipato alla conferenza stampa sul progetto di riqualificazione e sviluppo “Ciricilla per tutti” tenutosi venerdì 25 u.s. presso i locali del Ristorante “La Terrazza” del Villaggio Cutura di Taverna in Sila Piccola.

Diciamoci la verità, se all’ordine del giorno vi era il tema di Ciricilla non potevamo certo mancare noi unici portabandiera, a partire dal non più vicinissimo anno 2012, della battaglia per la rinascita dell’impianto. Perché unici? Perché in questi anni nessuno ha trattato come noi questo caso, perché in questi anni nessuno mai ci ha detto e chiesto nulla come se gli articoli fatti non fossero stati scritti, perché nessuno in questi anni ci ha spiegato il motivo del perdurare del degrado esistente e, soprattutto, le ragioni dell’assenza di interesse e progettazione. Senza, però, voler polemicamente rimarcare “primogeniture” in argomento ma tenuto conto dell’oggettivo interesse prestato al caso della sciovia abbandonata forse meritavamo maggiore considerazione nell’ambito di una iniziativa di rilancio dell’opera non fosse altro per avere in parte “ispirato” il progetto con idee, foto e parole. Ma va bene così, anzi va molto bene così!

Si va bene così perché dopo anni ed anni di assoluto nulla, vuoto, apatia, sonnolenza cronica e triste disinteresse si è vista (finalmente) una iniziativa concreta, frizzante, interessante, appassionata e molto partecipata, più di quanto realmente appaia dalle immagini. Davvero un buon segnale di rinascita per un territorio a lungo anestetizzato che se da un lato manifesta concreta voglia di fare ed attaccamento alla propria terra dall’altro continua a non fare rete al cento per cento. Se bella è stata la partecipazione di pubblico (segno evidente di un reale interesse per Ciricilla) deludente ed incomprensibile è apparsa la non compatta presenza degli operatori ed esercenti di Villaggio Mancuso in realtà potenziali beneficiari delle ricadute economiche dell’eventuale futura concreta realizzazione del progetto. Evidentemente si continua a pensare che il turismo sia esclusivamente quello di chi la domenica passa qualche ora in montagna e pranza fuori perché attratto da questa o quella pseudo sagra per poi andare via prima di sera. Nessuno vuole criminalizzare anche queste forme di presenza sul territorio che, vuoi o non vuoi, alimentano la vita di un posto ma, pensando di fare un po’ più sul serio, il turismo vero e di qualità è tutt’altra cosa.

L’Enciclopedia Treccani, infatti, descrive il turismo come “l’insieme di attività e di servizi a carattere polivalente che si riferiscono al trasferimento temporaneo di persone dalla località di abituale residenza ad altra località per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport ecc.”. Anche se questo l’Enciclopedia Treccani non ce lo dice appare ovvio ritenere che per sviluppare un territorio le varie località turistiche non debbano essere in “lotta” tra loro ma pariteticamente capaci di attrarre l’interesse dei visitatori in una visione globale del turismo che, per essere davvero globale, si dovrebbe fondare su uno sviluppo omogeneo di tutta la Regione. La proposta di riqualificazione di Ciricilla si colloca perfettamente in un simile quadro generale e si caratterizza per una intelligente visione del turismo ben parametrato alle caratteristiche ed alle potenzialità del posto risultando equilibrata, complessivamente interessante oltre che concretamente realizzabile ed assolutamente non utopistica…sempre che si faccia davvero!

La proposta prevede una serie di interventi. Si parte dal totale rifacimento dello skilift con il ripristino dei tracciati esistenti dedicati allo sci da discesa invernale passando per la messa in opera di un tappetino in erba sintetica grazie al quale estendere l’attività alla stagione calda il tutto condito dall’illuminazione artificiale per le attività in notturna strizzando, con anima green, l’occhio all’ambiente visto il ricorso a pannelli fotovoltaici. Si continua, ovviamente, con l’integrale rifacimento delle strutture di partenza ed arrivo degli impianti e dell’edificio Bar/Biglietteria oltre che con la realizzazione, ex novo, del Rifugio della zona di partenza delle piste. Ciò non solo per l’esclusiva gioia di sciatori e snowborder ma anche degli appassionati dello sci di fondo per i quali è prevista la realizzazione di una pista ad anello apposita collocata nell’ambito di un più ampio quadro generale che fa dell’impianto di Ciricilla il punto di partenza di molteplici percorsi (che si snodano nella splendida valle omonima) oltre che vero e proprio centro per la pratica di questa disciplina.

Non si può negare che ad ascoltare la proposta sembra di leggere, quasi in toto, la nostra pioniera proposta dell’Agosto 2015Seppur di denuncia questo articolo non vuole fermarsi alla mera critica ma dare il proprio contributo in termini più che mai propositivi perché ciò che muove chi scrive è senso civico oltre che amore per la propria terra…ed allora ecco l’dea…“Ciricilla Ski Park”…Da un lato la nuova infrastruttura sul Monte Morello più adatta per la maggiore altimetria e superficie alla stagione invernale e, dall’altro lato, la conversione della piccola Sciovia “Il Faggeto” oggi abbandonata in “sci estivo” (magari con illuminazione per le discese in notturna)  dando, così, vita ad un’offerta turistica unica data la possibilità di sciare per tutta la durata dell’anno anche durante la stagione calda. La stessa infrastruttura nei mesi invernali ben si presterebbe a divenire, inoltre, un grazioso snowpark! Non solo…lo splendido pianoro di Ciricilla potrebbe ospitare, ancora, un vero e proprio centro per lo sci di fondo andando ad attrarre gli appassionati del settore che già oggi praticano sul posto detta disciplina sulla strada verso Buturo”. Ad ogni modo non possiamo che essere orgogliosi di aver, eventualmente, contribuito a smuovere le acque e a fornire un valido ventaglio di idee sul tema a giudicare dal quasi totale recepimento delle stesse a patto, però, di vedere un giorno tutto concretamente realizzato.

Certo negli intenti manca la parte più ardua ovvero quella del nuovo impianto sul Monte Morello (con dislivello di circa 240 metri da 1380 a 1620 m.s.l.m. poco più, con i dovuti distinguo relativi alle diverse quote di partenza ed arrivo, del dislivello degli impianti della Valle dell’Inferno di Lorica pari a 210 metri da 1670 a 1880 m.s.l.m.) capace di rapportarsi con gli altri impianti silani senza complessi di inferiorità nella cui realizzazione sarebbe da vedere il vero cambio di passo per lo sci invernale a Ciricilla (complice l’ottimo innevamento naturale della zona forse maggiore rispetto a quote simili di altre aree dell’altopiano). E’ pur vero, però, che per sognare molto in grande bisogna avere pure le spalle parecchio larghe condizione, questa, oggi onestamente non presente se sol si consideri lo status quo che vede Ciricilla praticamente non pervenuta nel panorama degli sport invernali e non in Calabria. Allora “accontentiamoci”, per ora, del promettente progetto di rifacimento dell’abbandonata sciovia rivendicando anche per questa struttura una giusta dignità. Certo non si tratta di un impianto dalle grandi altitudini e nessuno può immaginare più di quanto il territorio può offrire in termini di potenzialità ma anche una struttura con altimetrie e superfici non da “primi della classe” può, allo stesso modo di come avviene in tante piccole località alpine e appenniniche, offrire adeguati servizi all’appassionato degli sport invernali in cerca di relax e svago senza particolari velleità agonistiche.

Ottima, a tale proposito, l’idea di estendere la tipologia dei servizi offerti a tutta una serie di attività collaterali all’aria aperta quali la realizzazione di una rete sentieristica per escursionismo a piedi, in bike e a cavallo; di una struttura per arrampicata artificiale; di campetti polivalenti oltre che di sale per iniziative artistiche e spazi espositivi per la vendita di prodotti tipici. Insomma tante idee intelligenti ed utili al territorio sicuramente da sostenere.

In ultimo un doveroso monito agli amministratori, Provincia, Comune, A.R.S.S.A. ed a tutti gli Enti amministrativamente responsabili della concretizzazione di quanto proposto: l’opportunità data dallo strumento dei CIS è davvero unica vista l’enorme mole di finanziamenti disponibili a patto di fare tutto a regola d’arte, progettare adeguatamente le opere e rispettare termini e procedure senza promesse lontane dai fatti, senza impigliarsi infruttuosamente nelle maglie della burocrazia col rischio di vedere sfumata la realizzazione del progetto. L’occasione è tanto ghiotta quanto irripetibile perché il sogno di una Ciricilla rinata può davvero concretizzarsi con l’impegno ed il buon senso di tutti…solo così Ciricilla sarà, una volta per tutte, davvero per “tutti”…