Nei giorni scorsi, l’uragano Lorenzo ha tenuto con il fiato sospeso l’Europa. Nato nell’Atlantico il 25 settembre, ha raggiunto la categoria 5, dirigendosi verso il Vecchio Continente, senza mai minacciare le Americhe. Il suo impatto sulle Azzorre ha avuto effetti devastanti, con interi villaggi rasi al suolo ed evacuazioni. La Penisola Iberica non ha subito grandi effetti a causa del passaggio dell’uragano, eppure le tempeste cicloniche negli ultimi 12 anni hanno causato danni per diverse centinaia di milioni di euro. Nello specifico, le compagnie assicurative hanno speso 877 milioni di euro per riparare i danni causati da queste tempeste.
Oltre la metà di questi costi è stata provocata da un solo evento, il ciclone Klaus che nel gennaio del 2009 entrò nella Galizia e attraversò la Catalogna, spezzando la vita di 12 persone e provocando danni per 549 milioni di euro. “Il ciclone Klaus ha causato nel sistema elettrico peninsulare spagnolo i danni più gravi registrati almeno nell’ultimo quarto di secolo”, spiegava Luis Felipe Alvarado Sánchez-Cortés, di Red Eléctrica Española. Questi dati sono stati trasmessi da Alejandro Izuzquiza, direttore delle operazioni del Consorcio de Compensación de Seguros (CCS), un ente pubblico incaricato, tra le altre cose, della copertura dei rischi straordinari come inondazioni, caduta di meteoriti, terrorismo, eruzioni vulcaniche, terremoti o cicloni tropicali. Ma chi paga tutto questo? In realtà, con ogni assicurazione per la casa o per l’auto, si paga un piccolo sovrapprezzo che alimenta il salvadanaio del CCS.
Climatologi e assicuratori
Esiste una relazione tra gli eventi estremi e il clima. Come sottolineato dal climatologo Nicola Scafetta in un’intervista per MeteoWeb, “si può argomentare che un riscaldamento globale implicherebbe una maggiore quantità di energia immagazzinata nel sistema e che questo possa indurre un aumento di un certo tipo di fenomeni estremi meteorologici”. Le compagnie assicurative dichiarano di osservare un aumento dei danni derivati dagli eventi meteorologici estremi. Molti esperti sono critici nei confronti di questa prospettiva e non credono che gli uragani oggi siano più intensi o più frequenti, ma che risistemare un villaggio indonesiano devastato da uno tsunami ora sia molto più caro rispetto al 1970.
Il costo delle tempeste in Spagna

Secondo i dati del CCS, in Spagna, le tempeste cicloniche hanno comportato, negli ultimi 10 anni, una maggiore copertura da parte delle compagnie assicurative rispetto a 30 anni fa. Tuttavia, Izuzquiza precisa che questa tendenza è stata compensata da un altro fatto: “Nel 2005, è stato prodotto un emendamento legislativo che includeva una maggiore protezione del consorzio contro i venti estremi”. Negli ultimi anni, 1 euro dei 4 che servono per recuperare da una catastrofe naturale è dedicato al passaggio di un uragano come Klaus o come Kurt, che ha colpito la Galizia nel febbraio 2017.

Nonostante il loro peso nel conto dei disastri sia diminuito in termini percentuali negli ultimi anni, le inondazioni continuano a comandare i costi generati dagli eventi straordinari. Riparare i danni causati dalle inondazioni è costato al CCS quasi 6 miliardi di euro negli ultimi 35 anni (vedi grafico a lato). Le inondazioni sono, inoltre, indipendenti dalle stagioni secche e al contrario delle tempeste, colpiscono spesso aree con scarse precipitazioni, come Andalusia, Estremadura, Murcia o Castilla La Mancha. Queste particolarità spiegano la loro posizione privilegiata nella “classifica” dei disastri.
Dopo le inondazioni, al secondo posto, ci sono le tempeste cicloniche. Sono costate oltre 1,8 miliardi in danni e perdite, nonostante siano più localizzate geograficamente. Senza dubbio, la Galizia è la comunità autonoma più colpita da questi fenomeni. Tuttavia, tra Klaus, la peggior tempesta che si ricordi sull’area, e Hortensia, che l’ha preceduto, sono passati 25 anni, dal 1984 al 2009. La situazione attuale non sembra suggerire che dovrà passare un altro quarto di secolo prima di dover commentare la prossima.


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