Calabria, dichiarata l’emergenza climatica e ambientale: “minacce senza precedenti, a rischio la sopravvivenza”

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale richiesta da Agronomi e Forestali

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Per il coordinamento e il rafforzamento delle politiche ambientali, azioni e iniziative volte al contrasto dei cambiamenti climatici, la Giunta, presieduta dal presidente Mario Oliverio -, come assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, su proposta dell’assessore all’ambiente Antonella Rizzo, ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale.

La dichiarazione – spiega l’assessore Rizzo – costituisce un primo tassello verso l’assunzione di responsabilità ed impegni politici di alto livello in campo ambientale, economico e sociale. Questo nuovo percorso mira non soltanto al coinvolgimento di tutte le istituzioni presenti sul territorio ma a coinvolgere tutti i soggetti interessati, nelle loro varie accezioni, nell’ottica di risvegliare l’interesse per questi temi, avvicinando le giovani generazioni alla conoscenza delle valenze ambientali per valorizzare e promuovere una coscienza diffusa su tutto il territorio regionale.

Aderiamo pertanto all’allarme lanciato dei giovani e giovanissimi di tutto il mondo con il movimento ‘Fridays for future’ che vede la partecipazione di svariati gruppi calabresi uniti sotto il nome di ‘Fridays for future Calabria’.

Teniamo tra l’altro conto che anche la Federazione degli Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali della Calabria ha richiesto il riconoscimento dello stato di emergenza climatica.

La Regione – sottolinea ancora l’esponente della Giunta – è impegnata ad avviare dei percorsi che, nell’ambito delle direttive di Agenda 2030 e delle strategie di sviluppo sostenibile, possano offrire una risposta sistematica e sintetica agli ambiti d’azione e agli obiettivi strategici nazionali. In questi anni si è lavorato tanto per migliorare la fruizione del patrimonio naturalistico attraverso concrete azioni di sviluppo, investendo sulla tutela degli habitat e sull’educazione per la sostenibilità. Questo – conclude l’assessore Rizzo – è il primo passo di un processo virtuoso articolato ma ineludibile”.

Ecco di seguito il testo integrale della richiesta inviata, innanzitutto in quanto presa di coscienza, dalla Federazione dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria in data 13/08/2019:

“Il cambiamento climatico generato dalle attività umane incombe pericolosamente su di noi rischiando di compromettere irreparabilmente l’ecosistema terrestre e la nostra stessa sopravvivenza. Questa emergenza determina minacce senza precedenti per la biosfera, la disponibilità e l’approvvigionamento di alimenti e di acqua, le condizioni di vita e lo sviluppo economico. Le conseguenze a breve termine del cambiamento climatico potranno destabilizzare la comunità internazionale e costituire il movente per la crescita esponenziale dei flussi migratori, nonché contribuire ad alimentare tensioni o conflitti che già si manifestano con evidenza sullo scenario internazionale. Traendo ispirazione:

• dal Rapporto speciale sul Riscaldamento climatico del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (IPCC), pubblicato nell’ottobre del 2018, che indicava, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, necessari cambiamenti rapidi, lungimiranti e senza precedenti in tutti gli aspetti della società, dato anche che, in considerazione dell’aumento di temperatura media globale di 1° grado centigrado, si sono verificate già gravi conseguenze, come l’incremento di eventi meteo estremi, l’innalzamento del livello del mare, la straordinaria contrazione del ghiaccio marino in Artico, il tutto confermato anche dall’ultimo Rapporto Speciale del 9 agosto 2019 che conclude che l’umanità dovrà rivedere il modo di coltivare se intende concretamente frenare gli impatti del cambiamento climatico e produrre alimenti e fibre per una popolazione in continua crescita;

• dall’Accordo di Parigi sul clima, raggiunto il 12 dicembre 2015 da 195 Paesi nell’ambito della Cop 21 ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, che definisce l’obiettivo da raggiungere nel contenere l’aumento della temperatura media globale entro un grado e mezzo rispetto al livello precedente alla rivoluzione industriale, nonché impegna gli Enti territoriali a porre in essere tutte quelle misure che contrastino il preoccupante fenomeno del cambiamento climatico e della crisi ambientale;

dal trend osservato nell’area mediterranea, con un incremento della temperatura superiore a quello globale (luglio 2019 è stato classificato dall’Organizzazione Metereologica Mondiale e dal programma Copernicus dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts come il mese più caldo mai registrato nel mondo dal 1880 ad oggi), con un evidente incremento dei fenomeni metereologici estremi, dei fenomeni di desertificazione e dei disastri naturali, con costi crescenti per la comunità nazionale;

• dal movimento ambientalista studentesco «Fridays for Future», nato in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, che chiede ai Governi di tutto il mondo con urgenza azioni concrete e radicali per il rispetto degli obiettivi sul clima stabiliti dall’Accordo di Parigi;

• dalla Città di Basilea che il 2 febbraio 2019 ha approvato una “Risoluzione della dichiarazione di stato di emergenza climatica, dal parlamento britannico che il 1° maggio 2019 ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale a livello nazionale, seguito dall’Irlanda, Canada e Francia, dalla città calabrese di Acri, prima in Italia ad aver dichiarato lo stato di emergenza climatica, seguita da Milano Napoli, Lucca, Aosta, Torino, Padova e Cesena e dalle Regioni Liguria, Toscana e Emilia Romagna.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Dottore Agronomo Francesco Cufari, in rappresentanza della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria e in considerazione del dovere morale dello Stato e di tutte le Istituzioni di rispettare il patto intergenerazionale, che ci impone di lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile,

CHIEDE CHE

– il Consiglio Regionale della Calabria dichiari lo stato di emergenza climatica;

– si riconosca alla lotta al cambiamento climatico e alle relative conseguenze, la massima priorità all’interno dell’agenda politica;

– si tenga conto degli effetti sul clima nella valutazione di qualsiasi azione amministrativa e iniziativa politica;

– ci si attenga, in materia di misure future, alle direttive segnalate nell’Accordo di Parigi, in particolar modo per quanto riguarda gli investimenti volti alla riduzione delle emissioni di gas serra;

– la Regione Calabria intraprenda un dialogo istituzionale con gli enti governativi nazionali affinché effettivamente si attuino provvedimenti su scala territoriale e nazionale volti alla lotta contro il cambiamento climatico e, in particolare, volti alla riduzione delle emissioni di gas serra;

– si adottino iniziative per progettare e finanziare un piano di sensibilizzazione ecologica anche attraverso la disincentivazione di azioni dannose (quali utilizzo di plastiche monouso, errata differenziazione dei rifiuti, mancato utilizzo di mezzi di trasporto pubblici e altro) e scelte che incentivino il risparmio energetico e la riforestazione;

– si garantisca il regolare funzionamento dei già istituiti tavoli tecnici interdipartimentali tra agricoltura, ambiente, infrastrutture e urbanistica per la pianificazione delle risorse suolo e acqua;

– la Regione si impegni ad informare e sensibilizzare i cittadini sul cambiamento climatico, sulle sue cause e sulle misure che mirano a contrastarlo.

Auspicando un positivo e favorevole riscontro, nonché un prossimo e urgente confronto, si porgono cordiali saluti.

IL PRESIDENTE Francesco Cufari Dottore Agronomo”.