“Quello che è accaduto a Venezia è fortemente correlato”. Lo ha affermato la biologa marina Mariasole Bianco, vice Chair della Wcpa (Commissione mondiale sulle aree protette della Iucn-Unione internazionale per la conservazione della natura), parlando al Festival del futuro a Verona. A proposito delle alte maree ha aggiunto: “Il fatto è che questi eventi aumentano di frequenza e intensità: la Basilica di San Marco è stata allagata sei volte in 1.200 anni, di cui tre negli ultimi vent’anni”.
“Lo chiamiamo pianeta Terra – ha sottolineato -, ma in realtà dovrebbe essere chiamato pianeta oceani, visto che per il 71% è coperto da oceani. Oceani che per tantissimo tempo sono stati i grandi esclusi dai dialoghi internazionali sui cambiamenti climatici. E non c’è niente di più sbagliato, perché invece hanno giocato un ruolo fondamentale”.
“Andando avanti così nel 2050 avremo un crollo completo della filiera commerciale ittica, perché non ci saranno più pesci“, prosegue Mariasole Bianco, vice Chair della Wpa (Commissione mondiale delle aree protette della Iucn – Unione internazionale per la conservazione della natura).
“Anche per l’inquinamento della plastica in mare – ha spiegato – il 2050 è un anno un po’ fatidico, se continueremo di questo passo, a parità di peso ci sarà più plastica in mare che pesci. La barriera corallina supporta il 25% delle specie marine e con l’acqua sempre piu’ calda le proiezioni a fine secolo prevedono che un corallo si sciogliera’ in sei mesi”. “Ci vuole qualcosa – ha concluso – che sia una rivoluzione culturale, una delle cose affrontare con urgenza è la riconnessione dell’uomo alla natura. E l’esempio che arriva dalla nuove generazioni e’ importante: talvolta sono piccoli gesti su un percorso di cambiamento che è fondamentale”.
