3 città fantascientifiche che hanno predetto il futuro tra tecnologia, intelligenza artificiale e controllo della società

Le città fantascientifiche possono essere estensioni delle città reali o mondi creati dal nulla, ma in entrambi i casi forniscono soluzioni urbane che sono finite per diventare una realtà

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La fantascienza è un genere che combina varie narrative e vari stili e la combinazione di fantasia e scienza ha influenzato la natura urbana degli esseri umani, delineando le città del futuro. Le città fantascientifiche possono essere estensioni delle città reali o mondi creati dal nulla, ma in entrambi i casi forniscono soluzioni urbane che sono finite per diventare una realtà o che contribuiscono alla creazione di una cultura della prevenzione per quanto riguarda le sfide ambientali, politiche o sociali, riporta il blog Smart City Lab. Ecco alcuni esempi delle città che sono apparse nella fantascienza selezionati dal blog.

Metropolis (1927)

Diretto dal tedesco Fritz Lang, Metropolis riflette le preoccupazioni sociali del periodo tra le guerre in una società dominata dalla classe intellettuale. Essenzialmente è la storia di una ribellione guidata da un robot. Metropolis combina vari principi della fantascienza del tempo e fornisce una delle visioni più pessimistiche delle attuali megalopoli, venendo prima di una serie di altri film in cui l’intelligenza artificiale rappresenta un aspetto essenziale del viaggio verso la democratizzazione urbana.

Tau Ceti Center (Hyperion – 1989)

Il romanzo Hyperion di Dan Simmons offre un concetto di città in cui il senso di benessere dipende inevitabilmente dalla tecnologia. Nel momento in cui questa fallisce, la società cade nel caos e nel disordine. Con Tau Cati Centers, Simmons prevede le conseguenze di questa dipendenza tecnologica. Inoltre, Hyperion anticipa vari problemi che stanno iniziando ad apparire nelle città esistenti, come il dilemma della città di Lagos, in Nigeria, con la fornitura di acqua potabile.

Minority Report (2002)

Il film di Steven Spielberg porta sul grande schermo una parte considerevole del concetto urbano della mente brillante del libro fantascientifico dello scrittore Philip K. Dick. La vita dei residenti di Washington nel 2054 è trasformata da una rivoluzione digitale senza precedenti che, tuttavia, ci sembra stranamente familiare quasi 20 anni dopo la sua uscita nelle sale. La trama di Minority Report utilizza diverse tecnologie per mostrarci il potere dei Big Data sul controllo del futuro sociale di una città. Le precog sono in grado di prevedere l’esecuzione di reati, gettando le basi per una società più pacifica ancora protetta da uno stato autoritario con una facciata benigna. La trama è legata ad un’altra storia di K. Dick: The Adjustment Team.

Oltre a questi tre film, Smart City Lab cita anche altri esempi, come Wall-e (2008) e il suo messaggio di trasformazione della Terra in una pattumiera planetaria; il controllo sociale nella struttura degli edifici nel film Brazil (1985); Trantor e il resto dei pianeta-città nell’universo di Isaac Asimov; i limiti filosofici dell’intelligenza artificiale in Ghost in the Shell (1989), Matrix (1989) o Blade Runner (1982); il controllo della sovrappopolazione in Children of Men (2006) o nella serie TV Utopia (2013).