Devastanti incendi in Australia: Copernicus monitora dallo Spazio gli effetti catastrofici “senza precedenti”

Australia: l'elevata presenza di polveri sottili alimenta la diffusione di violenti incendi, minando così la qualità dell’aria e della vita delle persone

MeteoWeb

Mentre un numero significativo di incendi boschivi è stato registrato nel Nuovo Galles del Sud e nel Queensland, in Australia, Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) monitora la loro intensità e le conseguenti emissioni. I dati raccolti da CAMS mostrano come le conseguenze di questi ultimi incendi risulteranno da record per il territorio del Nuovo Galles del Sud rispetto alle combustioni verificatesi negli ultimi 16 anni.
CAMS, implementato dal Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine a servizio dell’Unione Europea, fornisce stime giornaliere sull’impatto delle emissioni globali degli incendi attraverso un pratico sistema di assimilazione antincendio (GFSA) che compara le osservazioni di energia radiativa del fuoco (FRP) attraverso sensori satellitari.

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Potenza radiativa totale giornaliera del fuoco rispetto alla media giornaliera registrata nel periodo 2003-2018 per l’Australia (a sinistra) e l’Australia occidentale (a destra). Fonte: servizio di CAMS

Le recenti immagini satellitari mostrano enormi pennacchi di fumo incombere sul Nuovo Galles del Sud e sul Queensland, trasformando in alcune aree il giorno in piena notte. Secondo gli scienziati gli incendi hanno persino colpito, con un’intensità mai registrata prima, luoghi di solito non presi di mira dal fuoco come il nord del Nuovo Galles del Sud e il Queensland tropicale. Il fumo causato dagli incendi è stato trasportato oltre la Nuova Zelanda e sull’Oceano Pacifico meridionale. Le osservazioni satellitari mostrano come questa minacciosa nube possa raggiungere nei prossimi giorni anche il Sud America.

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Potenza radiativa totale giornaliera del fuoco nel Nuovo Galles del Sud rispetto alla potenza radiativa totale giornaliera del fuoco nel Queensland comparata alla media giornaliera nel periodo 2003-2018.
Fonte: servizio di CAMS

I report idrologici mensili di Copernicus Climate Change Service (C3S), anch’essi implementati dall’ECMWF, hanno evidenziato anomalie nei mesi di agosto, settembre e ottobre con picchi di aridità in Australia orientale, che risultano coerenti con le condizioni di siccità a lungo termine contribuendo così alle attuali condizioni di incendio. La maggior parte dell’emisfero australe extratropicale, in particolare in Australia e nella parte meridionale dell’Africa, sta attualmente vivendo condizioni di siccità più gravi del solito.

Anche la quantità molto elevata di polveri sottili ha causato problemi di qualità dell’aria nel Nuovo Galles del Sud, che ha dichiarato lo stato di emergenza a seguito degli incendi.

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La visualizzazione di PM2.5 sul Nuovo Galles del Sud mediante Windy mostra
l’elevata presenza di polveri sottili nella regione

Gli incendi, non solo in Australia, ma in tutto il mondo, ora possono essere monitorati dagli utenti dell’app Windy che ha aggiunto una nuova sezione “Incendi attivi”. L’input per il nuovo livello è fornito dal Sistema dell’Assimilazione Globale del Fuoco di Copernicus (GFAS) in grado di visualizzare la media giornaliera della potenza radiativa del fuoco (FRP).

Lo scienziato senior del CAMS, Mark Parrington, commenta: “Abbiamo monitorato attentamente l’intensità degli incendi e il fumo che emettono e, confrontati i risultati con la media di un periodo di 17 anni, sono risultati essere molto insoliti per numero, per intensità, soprattutto nel Nuovo Galles meridionale, e per la loro precoce manifestazione all’inizio della stagione.”