Disastro ambientale in Brasile: raccolte 5.000 tonnellate di petrolio dalle spiagge

Raccolte circa 5.000 tonnellate di rifiuti pericolosi: le chiazze di greggio erano depositate su spiagge, mangrovie, coste e altri habitat

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Il Gruppo di monitoraggio e valutazione (Gaa), responsabile per le azioni di contrasto alla contaminazione da petrolio delle spiagge del Brasile, formato da personale della marina militare, della polizia federale, dell’Agenzia nazionale del petrolio (Anp) e dell’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (Ibama), ha riferito oggi, 29 novembre che dall’inizio della crisi sono già state raccolte dalla costa brasiliana circa 5.000 tonnellate di rifiuti pericolosi. Le chiazze di greggio erano depositate su spiagge, mangrovie, coste e altri habitat.

Le autorità hanno presentato il bilancio delle azioni intraprese per contenere i danni dell’arrivo di petrolio sulle spiagge comparso a partire dallo scorso 30 agosto e la cui origine è ancora sconosciuta, nel corso di una conferenza stampa questa mattina. Secondo l’ultimo aggiornamento dall’inizio della crisi, residui di greggio si sono depositati in tutto sulle coste di 803 località. Le aree interessate dalla sostanza inquinante sono distribuite in 124 comuni di 12 stati, nove nella macro-regione nord-orientale (Alagoas, Bahia, Ceara’, Maranhao, Paraiba, Pernambuco, Piaui’ , Rio Grande do Norte e Sergipe) e due della regione sud-orientale (Espirito Santo e Rio de Janeiro).

Sul disastro ambientale è stata anche istituita una Commissione parlamentare di inchiesta (Cpi) presso la Camera dei deputati. La Cpi, chiamata ad indagare sull’origine e le cause della fuoriuscita di petrolio greggio che dallo scorso 30 agosto sta contaminando le coste nord-orientali e sud-orientali del paese, ha presentato ieri, 28 novembre, la lista di autorità convocate per audizioni. Primi a comparire davanti ai deputati saranno i ministri dell’Ambiente, Ricardo Salles, della Difesa, Fernando Azevedo e Silva e della Salute, Luiz Henrique Mandetta. Inviti saranno inoltrati anche al presidente di Petrobras, Roberto Castello Branco, al direttore generale della polizia federale, Mauri’cio Valeixo, al direttore generale dell’Agenzia nazionale del petrolio (Anp), Decio Oddone, al comandante della marina militare brasiliana, ammiraglio Barbosa Junior, al sottosegretario per la protezione civile e la difesa, Alexandre Lucas Alves, al sottosegretario per la pesca, Jorge Seif Junior, al presidente dell’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (Ibama) Eduardo Fortunato Bim, al presidente dell’Istituto Chico Mendes per la conservazione della biodiversita’ (Icmbio).

La Commissione istituita lo scorso 27 novembre ha incassato il voto favorevole di 267 deputati, 96 in più del minimo richiesto. La richiesta per la creazione della Cpi era stata presentata lo scorso 23 ottobre dal deputato Joao Campos che è stato scelto per esserne il relatore. Il consiglio sarà composto da 34 membri effettivi e 34 supplenti. Nel corso della prima riunione della commissione il deputato Herculano Passos e’ stato eletto alla presidenza. “Alla luce delle gravi conseguenze già patite e di quelle che saranno ancora patite da parte della fauna, dalla flora e all’ambiente, oltre ai danni alla salute della popolazione e dell’economia regionale, è indispensabile l’installazione immediata di una commissione parlamentare d’inchiesta. Data la complessità dei fatti, nuove prove possono essere aggiunte al processo man mano che la Commissione sviluppa il suo lavoro”, affermava il testo. La commissione avrà in periodo di 120 giorni concesso ai senatori per indagare le cause della fuoriuscita e le eventuali responsabilità politiche nel ritardo nelle risposte da parte delle autorità pubbliche. I primi avvistamenti a Rio de Janeiro erano stati segnalati dopo che lo scorso 20 novembre l’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (Ibama) aveva pubblicato il bilancio del disastro ambientale peggiore che si sia mai registrato nel paese.