Terremoto magnitudo 7.0 al largo della Calabria e Tsunami in tutt’Italia: stamattina la maxi esercitazione della Protezione Civile con INGV e ISPRA [VIDEO]

Terremoto e tsunami, stamattina un'importante esercitazione di protezione civile: le immagini
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La giornata mondiale della consapevolezza sugli Tsunami 2019 (World Tsunami Awareness Day: WTAD) organizzata dall’UNDRR (United Nations Office for Disaster Risk Reduction), si focalizza in particolare su uno dei sette obiettivi globali del protocollo di Sendai, che ha come oggetto la riduzione dei danni generati da catastrofi naturali alle strutture civili sensibili e alle infrastrutture esposte (“Substantially reduce disaster damage to critical infrastructure and disruption of basic services, among them health and educational facilities, including through developing their resilience by 2030“).

Il WTAD2019 è stato istituito per ricordare il rischio maremoto e per sollecitare i governi affinché siano investite risorse economiche nella costruzione e adeguamento degli edifici civili e strategici per renderli resilienti agli eventi naturali catastrofici, nei sistemi di allerta rapida da terremoto e tsunami e nell’istruzione, fondamentale per diffondere consapevolezza e proteggere persone e beni dal rischio di tsunami nel futuro. Oltre 700 milioni di persone, al giorno d’oggi, vivono in aree in via di sviluppo caratterizzate da coste lunghe e pianeggianti esposte a rischi estremi tra cui il rischio tsunami.

Nella conferenza tenutasi a Ginevra nel 2016, il segretario generale UNDRR Robert Glasser ammoniva: “Nonostante i numerosi successi in ambito scientifico, si contano ancora troppe vite perse in eventi catastrofici oramai conosciuti a causa di fallimenti o mancati investimenti nell’implementazione dei sistemi di allerta rapida (tsunami o terremoto) ma ancor più banalmente dal mancato insegnamento che eventi avvenuti nel passato avrebbero dovuto imprimere nella mente degli abitanti di alcune zone. Queste azioni sono spesso rafforzate da mancati interventi amministrativi e poca sensibilizzazione ai crescenti pericoli naturali”.

Prosegue sostenendo che: “la consapevolezza – carente nel grande pubblico – è un tema di vitale importanza e rappresenta il punto nodale della Campagna dei Sette anni di Sendai concordata con i membri delle Nazioni Unite.”

Proprio per questi motivi, il 10 Ottobre 2019 si è svolta un’esercitazione sul rischio maremoto in Italia, organizzata dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile del Lazio con la Prefettura di Latina e dodici Comuni costieri della Provincia, con la collaborazione del Dipartimento di Protezione Civile, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale.

L’esercitazione, definita sinteticamente TSUNEXTT, si è svolta “per posti di comando” (ossia senza un coinvolgimento diretto della popolazione) e ha coinvolto direttamente i comuni costieri della provincia di Latina simulando, nel corso della mattinata, una situazione emergenziale connessa a un ipotetico maremotoLo scenario, stabilito prima dal Centro Allerta Tsunami dell’INGV (CAT-INGV), ma non comunicato prima dell’esercitazione, prevedeva che si generasse uno tsunami in seguito a un terremoto di magnitudo 7.0 avvenuto ipoteticamente lungo le coste della Calabria. Lo scopo dell’esercitazione era quello di sperimentare i flussi di attivazione e di comunicazione fra le diverse strutture operative e di comando che devono gestire l’emergenza e i modelli di intervento dei singoli Comuni coinvolti.

Nel corso dell’esercitazione è stato inoltre testato il Sistema di Allertamento del SiAM (Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti) gestito, a livello nazionale, dal Dipartimento di Protezione Civile (DPC) in collaborazione con il CAT-INGV e l’ISPRA. In pratica, i messaggi di allerta vengono predisposti da quest’ultimo pochi minuti dopo l’accadimento di ogni forte terremoto nell’area mediterranea e inviati al DPC che li smista in tempo reale a tutti gli Enti partecipanti al sistema nazionale di protezione civile.

Focus sulla zona dell’Italia meridionale interessata dall’evento sismico simulato.

All’esercitazione hanno partecipato, oltre all’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Lazio, alla Prefettura e ai Comuni di Ponza, Ventotene, Minturno, Gaeta, Formia, Itri, Sperlonga, Fondi, Terracina, Sabaudia e Latina, anche le Forze di Polizia, i Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto, l’ASL, l’ARES-118 e la Croce Rossa; inoltre erano presenti osservatori inviati dal DPC, dall’Agenzia Regionale e dall’INGV, per un totale di circa 100 persone, che hanno interagito per prendere decisioni con lo scopo di gestire al meglio la situazione di crisi.

Nel video, è possibile ripercorrere le fasi di “avviso di evento sismico” e a seguire le tre fasi caratterizzanti il “lancio” dei messaggi di allerta e fine evento alle strutture preposte (va tenuto presente che la tempistica seguita nell’esercitazione non rispecchia quella di un reale evento maremoto; per questo specifico scenario sarebbero stati inviati molto probabilmente più di 2 messaggi di conferma e il messaggio di fine allerta sarebbe stato inviato certamente molte ore dopo rispetto a quanto fatto durante l’ esercitazione).

Terremoto 7.0 in Calabria e tsunami, le immagini dell’esercitazione “Latina 2019” [VIDEO]

In tabella si riportano i quattro messaggi inviati dalla Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami dell’INGV di Roma:

Tipologia Messaggio Ora di Invio Allerta emessa
Iniziale 09:32 Arancione per Lazio meridionale
Conferma 09:42 Tsunami confermato dopo verifica dati mareografi Isole Eolie
Conferma 10:14 Tsunami confermato dopo verifica dati mareografi Sicilia, Calabria, Campania
Fine Evento 12:33 Chiusura

Con l’auspicio che esercitazioni di tale portata e interesse diventino un comun denominatore per tutte le coste italiane esposte al pericolo Tsunami.

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