Da festival a fiera dell’innovazione tecnologica, nasce a Verona «Experience the future» [GALLERY]

A novembre 2020 quattro giorni per toccare con mano il meglio della tecnologia prodotta in Italia e nel mondo con una proiezione verso il cuore dell’Europa

/
MeteoWeb

Buona la prima, con oltre mille persone che hanno ascoltato oltre 20 esperti di innovazione e tecnologia nel corso di quattro talk. Ma si tratta solo del primo passo: una manifestazione come il Festival del Futuro, che si concluderà domenica 17 novembre in Fiera a Verona, per vocazione non poteva che immaginare scenari prossimi. Uno, molto concreto, è quello previsto per l’anno prossimo, quando la seconda edizione (19-22 novembre 2020) vedrà accanto alla parte scientifica una vera e propria fiera internazionale dedicata alle nuove tecnologie organizzata in partnership con VeronaFiere. «Experience the future», questo il nome del progetto ideato in collaborazione con Blum, riunirà nei padiglioni del quartiere fieristico aziende innovative di ogni dimensione, startup, laboratori di ricerca e finanziatori permettendo a imprese, giovani talenti e cittadini di toccare con mano le tecnologie del futuro.

«Dal medicale al diagnostico, dall’alimentare alla sensoristica: la prossima edizione sarà un’esibizione di tecnologia comparata che darà vita ad un catalogo digitale che sarà aggiornato 365 giorni l’anno – afferma Luigi Consiglio, presidente di Gea, società di consulenza che promuove la piattaforma Eccellenze d’Impresa -. Faremo anche formazione ad hoc per i giovani, protagonisti di quel futuro che andiamo ad immaginare: l’obiettivo è quello di trasformare in opportunità il timore, che spesso c’è, del cambiamento. Accanto alle aziende italiane ed europee ci saranno investitori e business angels da tutta Europa: c’è un famelico bisogno di scommettere su realtà innovative».

«Se in questa edizione stiamo immaginando quanto accadrà, il prossimo anno con Experience the Future toccheremo con mano gli sviluppi dell’innovazione – spiega Matteo Montan, amministratore delegato del Gruppo Athesis, uno dei promotori del Festival del Futuro –. Un’iniziativa che confermerà Verona come baricentro dell’innovazione non solo a Nordest, ma con una prospettiva internazionale, con particolare attenzione al know-how di Germania, Austria e Svizzera. Un progetto nato per dare una risposta alla domanda “quali sono i nostri futuri?”, che ha visto una grande adesione. Abbiamo oltre 40 relatori di grande livello che discutono su temi cruciali, insieme a startup innovative: il prossimo anno, accanto all’analisi, crescerà la parte esperienziale».

«Il futuro, le nuove tecnologie, la rivoluzione digitale e, più in generale, tutto quanto può essere riassunto nel termine innovazione sono asset centrali per VeronaFiere, ed è per questo che siamo onorati che il comitato organizzatore ci abbia indicato quale sede il prossimo anno del progetto «Experience the Future» – ricorda Maurizio Danese, Presidente VeronaFiere, hosting partner del Festival del Futuro –. Nonostante lo straordinario sviluppo dei sistemi informatici, dei big data, delle blockchain, il mondo virtuale infatti ha ancora bisogno di quello reale. Le persone amano ancora viaggiare, conoscere, incontrarsi. E le fiere assolvono questa esigenza, creando proprie community».

«Dopo un ottimo inizio, con la prima edizione, cresceremo il prossimo anno mettendo in scena la fiera della tecnologia e dell’innovazione – commenta Enrico Sassoon, direttore responsabile di Harvard Business Review Italia -. Agiremo con lo stesso spirito multiitematico che ci ha guidato quest’anno: si potrà vedere il meglio della tecnologia in tutti i campi. Una manifestazione del genere, voglio sottolinearlo, in Italia ancora non esiste».

Il Festival del Futuro, promosso dalla piattaforma di studio e divulgazione scientifica Eccellenze d’Impresa, Harvard Business Review Italia e Gruppo editoriale Athesis ha rappresentato il debutto di un format che si ripeterà a cadenza annuale nella città scaligera. «Plaudo a questa iniziativa mirata a indagare gli scenari di sviluppo del nostro Paese – ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, nel messaggio inviato agli organizzatori – Sono veramente orgoglioso che una città dinamica e fertile come Verona ospiti un momento importante di approfondimento e condivisione. Significa avere la capacità di volgere lo sguardo in avanti senza distogliere l’attenzione dalla tradizione e dalle nostre radici, nella convinzione che così emergeranno nuove e preziose progettualità».

La sfida di una migliore nutrizione

Quasi due miliardi di persone al mondo sovrappeso (con 600 milioni di obesi), 462 milioni di adulti malnutriti. Numeri che, però, si rovesciano per quanto riguarda le giovani generazioni. Con la malnutrizione che al mondo è ancora causa di un terzo delle morti di bambini. Gli scenari futuri della nutrizione rappresentano una delle sfide principali da vincere per l’umanità, e sono stati al centro del primo panel del Festival del Futuro. «La crescita del Pil comporta l’aumento del consumo pro-capite, che a sua volta spinge la richiesta di proteine e il problema diventa la pressione sull’ambiente naturale. Se lasciamo le cose come stanno, nel futuro ci sarà una guerra per l’accaparramento di queste risorse», ha ricordato il parlamentare europeo Paolo De Castro. «Attraverso l’agricoltura biosostenibile si può produrre di più con meno inquinamento» ha proseguito. «Bisogna fare qualcosa – ha aggiunto Paola Testori Coggi, già direttore generale Salute e consumatori della Commissione europea – a livello dello spreco. per i Paesi in via di sviluppo è fare ricerca, nei nostri Paesi è cambiare modello di sviluppo, anche a livello di educazione individuale». «Il mercato globale è cambiato sia in termini di entità che di percezione di una vera e propria ricchezza che si sta conquistando in alcuni Paesi, ma è cambiata soprattutto la consapevolezza: il consumatore è sempre più in grado di orientare gli acquisti, sia come alimenti che come gusto», ha detto l’amministratore delegato del Pastificio Rana, Gian Luca Rana.

Giovannini: 5 politiche per superare la crisi climatica salvando l’economia

La sfida più ardua è forse quella di superare la crisi climatica che minaccia il pianeta senza farlo precipitare in una spirale di depressione economica. Per farlo bisogna implementare cinque grandi trasformazioni, come ha suggerito Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat e ministro del Lavoro e ora portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), ospite al Festival del Futuro:

  1. Rapida crescita delle energie rinnovabili per dimezzare le emissioni di carbonio ogni dieci anni a partire dal 2020;
  2. Investimenti nelle catene alimentari per generare un loro aumento di produttività pari all’1% l’anno;
  3. Implementazione di nuovi modelli di sviluppo nei Paesi più poveri;
  4. Riduzione delle disuguaglianze che garantisca che il 10% più ricco della popolazione non riceva più del 40% del reddito nazionale;
  5. Investimenti nell’educazione per tutti, nell’uguaglianza di genere, nella salute e nelle politiche di pianificazione familiare, per stabilizzare la popolazione mondiale.

Il programma di domenica 17 novembre

La sessione d’apertura di domenica 17, dalle 9, si intitola “Vivere più sani e più a lungo: sfide e promesse per il prossimo decennio”, in collaborazione con Università di Verona: ne parleranno Mauro Zamboni, docente del dipartimento di Chirurgia all’UniVr, Giuseppe Recchia, vice presidente della Fondazione SmithKline, Paolo Fiorini, docente al dipartimento di Informatica all’UniVr, Odile Robotti, amministratore delegato di Learning Edge, e Gabriele Cappellato, professore emerito di progettazione architettonica all’Accademia di architettura dell’Università Svizzera italiana.

Seguirà alle 10.50 il focus “Medicina moderna: la Radioterapia, cura non invasiva dei tumori che aumenta la sopravvivenza e la qualità della vita” condotto da Filippo Alongi, direttore del dipartimento Radioterapia oncologica avanzata all’Ospedale Sacro Cuore di Verona.

La seconda sessione, alle 11.30 in collaborazione con il Politecnico di Torino, è “Il governo della digitalizzazione e il ruolo dell’università” con Antonio Vetrò, senior fellow del Centro Nexa su internet e società, Andrea Granelli, presidente di Kanso, Carlo Blengino, fellow del Centro Nexa su internet e società, e Alberto Mattiello, del comitato scientifico Piccola industria di Confindustria.

Dalla leggerezza del digitale agli impegnativi temi dell’economia: “Tra stagnazione secolare e ottimismo tecnologico: quale futuro per economia e finanza nel XXI secolo” è la terza sessione con inizio alle 14, in collaborazione con Università Bocconi e Oxford Economics: un faccia a faccia tra Mario Anolli, professore di gestione dei rischi finanziari, etica della finanza e risk management all’Università Cattolica di Milano, Francesco Daveri, professor of practice di macroeconomics e direttore Full-Time MBA, SDA Bocconi, Veronica De Romanis, docente di politica economica alla Stanford University e alla Luiss, e Emilio Rossi, ceo di EconPartners e senior advisor di Oxford Economics.

Quarta e ultima sessione, in collaborazione con il Festival della Scienza, alle 16: “Orizzonti della scienza: le conquiste più recenti e quelle dei prossimi 20 anni” è il tema discusso da Francesco Profumo, presidente della Fondazione Bruno Kessler e della Compagnia di San Paolo, Federico Faggin, fisico e imprenditore inventore del microchip e della tecnologia touch-screen, Giuseppe Basso, direttore dell’Italian Institute for Genomic Medicine, e Barbara Caputo, professore ordinario del Dipartimento di Automatica e Informatica al Politecnico di Torino.

L’iniziativa è patrocinata tra gli altri dalla Commissione Europea e dal Ministero dello Sviluppo Economico e ha partner scientifici di spessore come Asvis, Istituto Italiano di Tecnologia, Universita? Bocconi, Oxford Economics, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Festival della Scienza e Universita? di Verona.