Fiori di Bach: cosa sono e a cosa servono? Funzionano davvero? Sono rimedi naturali alternativi ai farmaci?

Cosa sono i Fiori di Bach e a cosa servono? Sono rimedi naturali alternativi ai farmaci di sintesi? Info su proprietà e reali benefici

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I fiori di Bachsono sempre stati indicati come cura di semplici disturbi dell’umore o del temperamento, ma ultimamente la loro funzione originaria è stata trasportata su un altro livello e sono usati come alternative naturali ai farmaci di sintesi”: lo spiegano in un approfondimento gli esperti di “Dottoremaeveroche“, il sito antibufale della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici*.
Ne Il libro completo dei fiori di Bach [1] si legge, ad esempio, che il fiore Cherry Plum, “agisce sul sistema nervoso centrale ed è molto utile nel trattamento del morbo di Parkinson”.
Dopo la malattia di Alzheimer, quella di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa. La malattia prende il nome dal medico inglese James Parkinson, che pubblicò la prima descrizione dettagliata nel suo trattato An Essay on the Shaking Palsy nel 1817, ed è caratterizzata da un progressivo peggioramento dei sintomi. Come spiega Epicentro, il portale di Epidemiologia per gli operatori sanitari dell’Istituto Superiore di Sanità, ad oggi non è stata ancora trovata una terapia in grado di arrestare lo sviluppo di questa malattia, tuttavia esistono diversi trattamenti che possono controllarne i sintomi, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Gli studi si concentrano soprattutto sulla ricerca delle cause della malattia, sulla prevenzione e sul miglioramento delle terapie [2].

Cosa sono i fiori di Bach?

I fiori di Bach, affermano i medici, “sono una terapia alternativa ideata dal medico britannico Edward Bach (1886-1936), che riteneva che tutte le malattie avessero un’origine psicosomatica e che le essenze dei fiori potessero influire sulla psiche umana. I fiori di Bach sono 38, tutti con caratteristiche diverse, e secondo la classificazione del medico inglese esistono fiori “guaritori”, “aiuti” e “assistenti”. All’epoca, Bach consigliava di cogliere i fiori con delicatezza, senza strappare la pianta, nel periodo di massima fioritura e nelle prime ore del mattino di un giorno assolato. Per la preparazione, invece, si utilizzavano due metodi: il fiore integro si lasciava macerare in una ciotola d’acqua al sole o veniva bollito per circa mezz’ora. Al liquido ottenuto, chiamato “tintura madre”, venivano aggiunte delle gocce di brandy per conservarlo. Oggi, al contrario, poiché la tintura madre originale non si trova in commercio, le soluzioni di fiori di Bach sono composte prevalentemente da miscele di brandy [3].

I fiori di Bach e il loro potere terapeutico

Prove sull’effettivo funzionamento dei fiori di Bach “sono state ripetutamente effettuate e, come nel caso dell’omeopatia, la conclusione è che l’attività dei fiori di Bach non è distinguibile dal placebo. Anche i suoi discepoli, oltre agli aneddoti, citano solo pochi studi metodologicamente dubbi [3]. Quando, però, si prendono in esame le revisioni sistematiche, su tutte quella del 2010 del dottor Edzard Ernst [4], non ci sono dubbi: a oggi l’efficacia dei fiori di Bach per il trattamento di qualunque condizione non è mai stata provata.

Nonostante sia stato riconosciuto un valore anche all’effetto placebo, considerare i fiori di Bach come efficaci per questo motivo sarebbe improprio. Come scrive Giorgio Dobrilla, infatti, medico con grande esperienza su questi argomenti, “la medicina seria è una sola (…), quella che si propone obiettivi strategici (la guarigione) e non solo tattici (il momentaneo miglioramento sintomatico)” [5].

Bibliografia

  • 1. Nocentini F, Peruzzi ML, “Il libro completo dei fiori di Bach”, Giunti edizioni, 2004
  • 2 . Malattia di Parkinson. Epicentro, 19 settembre 2013.
  • 3 . Fiori di Bach: acqua, sole ed energia. Medbunker, 16 maggio 2011
  • 4 . Ernst E, “Flower remedies: a systematic review of the clinical evidence”. Wie Klin Wochenschr 2002; 114: 963-6
  • 5 . Dobrilla G, “Placebo e dintorni”. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2004

(*) La FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, è un organo ausiliario dello Stato e la principale istituzione del mondo medico nel nostro Paese. Come tale essa ha due scopi principali e perfettamente complementari: tutelare la popolazione facendo sì, insieme ad altri organi, che venga garantito e difeso il suo diritto alla salute e, al tempo stesso, vigilare sulla Professione medica, difendendone la dignità e proteggendola da abusi.

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