Gadoni, “un piccolo paese della Sardegna che ci racconta una storia”

Gadoni, piccolo paesino della Sardegna, all'epoca delle miniere contava 1600 abitanti, ora ne ha 700

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Gadoni ecco per noi oggi è un nome che è uno slogan. Un piccolo paese della Sardegna che ci racconta una storia: erano 1600 persone legate proprio al lavoro, ad un’intera economia che veniva dal loro territorio e che in questa regione era fonte di speranza, di gestione delle famiglie, di futuro. Quel tipo di lavoro, quel tipo di economia legata alle miniere è venuto a mancare. Oggi riparte dalle miniere come risorse ambientali e quindi anche come risorse turistiche. Gli ambienti ipogei con il loro fascino sono luoghi di narrazione delle Guide Ambientali Escursionistiche le quali attraverso la loro divulgazione creano un volano turistico per fare rinascere un paese che da 1600 persone, in appena qualche decennio, è passato a 700 persone. L’auspicio è che questi siti vengano trasformati in luoghi storici dedicati alla narrazione di un’epoca della storia italiana. Adesso Gadoni vuole ripartire. I minatori che hanno risistemato queste miniere dove loro stessi lavoravano, hanno fatto in modo di renderle fruibili al turismo. Questa è la strada. Il turismo sarebbe la prima economia italiana eppure non è mai al primo posto dell’agenda economica della politica italiana quando si parla di lavoro. Il turismo ambientale è in crescita costante negli ultimi anni con un 3% di aumento annuo. Questo è un dato che dovrebbe far comprendere che l’Italia Paese straordinario ricco di borghi, con paesaggi meravigliosi ritratti anche nel Rinascimento è proprio dal turismo che potrebbe ripartire”: lo ha affermato Davide Galli, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche dell’AIGAE.

Gadoni è un piccolo paese della Sardegna ma che ospita un grande sito minerario caratterizzato dalla presenza di rame che è stato sfruttato soprattutto nel ‘900, anni in cui il mio paese ha conosciuto benessere e ricchezza – ha dichiarato Francesco Peddio, sindaco di Gadoni, in provincia di Nuoro – e tutto questo è avvenuto fino agli anni ’80. La chiusura della miniera ha significato l’apertura di una crisi, questo perché tutti gli spazi lavorativi erano assorbiti dalla miniera e dall’indotto per cui non c’è stato in 40 anni alcun sviluppo alternativo. Con la chiusura della miniera avvenuta negli anni ’80 si è avuta una crisi irreversibile i cui effetti si hanno ancora oggi a distanza quasi di 40 anni. Oggi Gadoni conta 700 abitanti, basti pensare che invece alla fine degli anni ’70, inizi anni ’80, ne contava 1600. Abbiamo perso più del 50% della popolazione. Noi per combattere questo spopolamento che si protrae oramai da decenni abbiamo avviato una politica di riconversione del sito minerario a fini turistici e quindi trasformare il sito in un attrattore turistico per poter creare tutto quell’indotto che abbia ripercussioni positive anche nella ricettività, nella ristorazione ed in tutti quei settori turistici. Il sito minerario di Gadoni vanta ben 150 gallerie che si caratterizzano per la presenza di colorazioni eccezionali nelle pareti e che vengono rese brillanti dalla presenza di argento. Oggi si può visitare una bellissima laveria che ancora oggi è perfettamente conservata così come fu lasciata dai minatori in quell’ultimo giorno di lavoro, è come se il tempo si fosse fermato. Si ha la possibilità di entrare davvero in una foto sotterranea di un tempo appartenuto alla storia d’Italia”.

La Sardegna è una grande opportunità per turismo minerario

In Sardegna abbiamo ben 600 siti minerari. Già censiti 400 geositi – ha affermato Alessandro Abis, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE della Sradegna – di cui ben 19 sono stati riconosciuti come monumenti geologici dalla Regione Sardegna. Dal punto di vista mineralogico abbiamo oltre 600 specie mineralogiche”.
Si punta dunque ad una forte riconversione delle aree minerarie per sviluppare il Turismo Ambientale.
In Sardegna stiamo costituendo la Rete delle 8 Aree del Parco Geominerario. Molte di queste sono già strutturate, abbiamo ben 5 siti sotterranei di cui 3 sono già fruibili ed altri due li stiamo recuperando. Quindi c’è una rete che è pronta ad essere costituita e comunicata. Metteremo insieme tutti i siti -ha concluso Tarcisio Agus, Presidente del Parco Geominerario della Sardegna – e creeremo una rete al fine di promuoverli a livello internazionale. Anche per questo motivo è essenziale la Guida Ambientale Escursionistica. Che le nostre comunità si affidino alle Guide Ambientali Escursionistiche per fare emergere la ricchezza del nostro patrimonio”.