Genitori ‘infami’ per aver abbandonato Giovannino: ma chi li insulta ce la farebbe ad occuparsene?

Se lo avessero gettato in cassonetto avremmo detto: "Maledetti, potevano portarlo in ospedale o darlo in adozione". Beh, lo hanno fatto e li abbiamo messi in croce

I leoni da tastiera, contro i quali combattiamo una guerra senz’armi ormai da anni, non si sono smentiti nemmeno stavolta. Nemmeno di fronte ad un neonato. Nemmeno di fronte alla certa sofferenza di una coppia di genitori che ha preso forse la decisione più difficile della propria vita: abbandonare quel bambino, tanto voluto, del quale occuparsi potrebbe essere per loro impossibile. O quasi.

Immagine di repertorio

Che questi due genitori abbiano fortemente voluto un figlio è cosa certa: avevano fatto ricorso all’eterologa. E una fecondazione artificiale significa che un figlio lo volevano. La patologia di Giovannino – come lo hanno chiamato all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove da quattro mesi si stanno prendendo cura di lui – è però una di quelle infide, che oltre ad essere difficile da gestire è anche difficile da individuare prima della nascita. Ma non solo: nei casi più gravi le speranze di vita sono davvero basse. Per questo motivo quando il piccolo è venuto alla luce i genitori si sono trovati spiazzati.

Nato con l’ittiosi Arlecchino, bimbo abbandonato a Torino: la sua patologia colpisce la pelle al momento della nascita

Tutti noi possiamo solo immaginare cosa provano una mamma o un papà che si ritrovano tra le braccia un piccolo con le sembianze quasi disumane. E già, perché l’ittiosi arlecchino che ha colpito Giovannino può avere diverse forme e i bambini colpiti da quelle più gravi sono stati spesso associati a dei mostri. Brutto a dirsi, brutto a pensarsi, ma è così. La pelle di questi piccoli va tenuta costantemente lubrificata e unta, perché diversamente si spaccherebbe letteralmente, creando della vere e proprie squame dolorosissime.

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Forse, a ben pensarci, in questo momento l’ospedale potrebbe essere la casa giusta per Giovannino: amato, curato, coccolato. Se dovesse, e ce lo auguriamo tutti, uscire da lì al più presto, dovrebbe trovare dei genitori disposti a sacrificare tutto per lui. Le cure di cui ha bisogno non danno riposo, non danno tregua. E chi siamo noi per giudicare i suoi genitori naturali che non se la sono sentita di fare tutto questo? Se lo avessero gettato in cassonetto avremmo detto: “Maledetti, potevano portarlo in ospedale o darlo in adozione“. Beh, lo hanno fatto e li abbiamo messi in croce. Hanno scelto di abbandonare il bimbo che tanto avevano desiderato perché sapevano, forse, che tenerlo con sé sarebbe stato un suicidio per tutti.

E moralmente ingiusto, forse, ma in questi casi chi può dire cosa sia giusto e cosa no? A giudicare dai social – e da alcuni giornali – lo sanno in molti cosa sia giusto fare, o almeno credono di saperlo. Ma la verità è che non sanno nemmeno cosa sia l’empatia, figuriamoci se conoscono etica e morale.

https://www.meteoweb.eu/2019/11/bimbo-abbandonato-ittiosi-arlecchino-alena-seredova-pelle/1339580/