L’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano, insieme al collega americano Andy Morgan, oggi sarà impegnato in 6 ore di intenso lavoro fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS): un’attività che non si potrà certo definire una “passeggiata” come normalmente vengono chiamate queste uscite fuori dalla ISS, dato che anche la NASA le ha definite le più complesse operazioni nel vuoto cosmico dai tempi delle riparazioni sul telescopio spaziale Hubble.
Sarà solo l’inizio di una serie di complesse attività extraveicolari (EVA) per la manutenzione dello strumento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) un rilevatore di particelle di antimateria e di materia oscura situato in cima alla struttura a traliccio S3 della Stazione tra una coppia di pannelli solari e radiatori.
Si tratta della prima EVA della Missione “Beyond”: è stato L’astronauta italiano a sceglierne il nome, come richiamo a guardare “Oltre”, verso altri e nuovi orizzonti.
Beyond è la 12ª missione che coinvolge uno o più astronauti italiani e la decima sulla ISS. Si tratta di una missione gestita dall’ESA mentre alcuni dei voli precedenti che hanno visto coinvolti astronauti italiani – lo stesso Luca Parmitano nel 2013, Paolo Nespoli nel 2007 e 2017, Samantha Cristoforetti nel 2014 e Roberto Vittori nel 2011 – erano missioni guidate dall’Agenzia Spaziale Italiana sulla base del Memorandum siglato con la Nasa del 1997.
A tenere impegnato l’astronauta italiano nella sua lunga permanenza in orbita ci sono numerosi esperimenti scientifici, tra cui nuovi esperimenti sviluppati dall’Agenzia Spaziale Italiana: si tratta degli esperimenti Nutriss, Acoustic Diagnostics, Amyloid Aggregation, Lidal, Xenogriss e Mini-Euso e toccheranno diversi settori della ricerca.
Missione Beyond, gli esperimenti di Parmitano per aiutare l’esplorazione spaziale

AstroLuca è impegnato in esperimenti progettati per aiutare il futuro dell’esplorazione spaziale: includono ad esempio BioRock, il cui obiettivo è di aiutare gli scienziati a comprendere se i microbi utilizzati per la ‘bioestrazione’ sulla Terra potrebbero funzionare anche su altri corpi planetari, e di esaminare come le comunità di micro organismi proliferano sulle rocce nello spazio.
Parmitano studia inoltre le prestazioni ed utilizzerà il Life Support Rack dell’ESA, progettato per riciclare l’anidride carbonica in ossigeno respirabile, come parte dell’obiettivo dell’ESA di permettere agli astronauti di vivere indipendentemente dai rifornimenti da Terra, con un sistema di supporto vitale. Parmitano opera inoltre dalla Stazione Spaziale Internazionale il robot basato a Terra per testare le operazioni da remoto che potrebbero essere applicate per l’esplorazione lunare. I risultati di questi esperimenti sosterranno il contributo dell’ESA alla stazione lunare Gateway ed alla missione Heracles sulla luna, nei lavori in corso con i partner internazionali.
Le attività di Parmitano durante la missione Beyond sono parte della visione a lungo termine dell’ESA per inviare i primi europei oltre l’orbita terrestre e porre l’Europa come partner chiave nell’esplorazione del Sistema Solare da parte del genere umano. Lavorando con partner internazionali, l’ESA cerca di portare nuova conoscenza, innovazione ed ispirazione a tutti i cittadini europei, e di aumentare l’accessibilità per i ricercatori attraverso nuove strutture sulla Stazione Spaziale, come il servizio internazionale di ricerca commerciale ICE Cubes (International Commercial Experiments) installato sul modulo Columbus nel 2018.
“Quello che stiamo imparando nell’orbita terrestre bassa permetterà alla prossima generazione di andare oltre e di continuare ad esplorare. Affinché possiamo essere in grado di tornare sulla luna e verso Marte, dobbiamo sapere come sopravvivere ed operare in questi mondi. Ecco dove la Stazione Spaziale entra in gioco“, ha detto Parmitano.


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