Luna, Italia leader nell’analisi d’acqua e composti volatili: nuova trivella del progetto Esa Prospect costruita da Leonardo e UniPadova

La trivella di Prospect (ProSEED) di Leonardo, perforerà la superficie lunare entro un metro di profondità nella regione del Polo Sud del satellite ed estrarrà campioni

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L’Italia in prima linea nella ricerca e l’analisi di acqua e composti volatili sulla Luna grazie alla nuova trivella del progetto dell’Esa (European space agency) “Prospect” (Package for Resource Observation and in-Situ Prospecting for Exploration, Commercial exploitation and Transportation), realizzata da Leonardo e testata dall’Università di Padova. I materiali trovati sulla superficie della Luna, spiega una nota dell’Esa, possono fornire preziose risorse per supportare le future missioni esplorative. Ciò è particolarmente vero vicino ai poli lunari, dove condizioni di freddo estremo possono intrappolare il ghiaccio d’acqua. Queste risorse potrebbero consentire l’esplorazione dello spazio sostenibile, ma molto rimane sconosciuto.

Il Prospect che opererà sulla superficie della Luna come parte della missione a guida russa Luna-27 nel 2022, è un sistema di strumenti capaci di ricercare e valutare potenziali risorse sulla Luna e preparare tecnologie che potranno essere utilizzate per estrarre queste risorse in futuro. La trivella di Prospect (ProSEED) di Leonardo, perforerà la superficie lunare entro un metro di profondità nella regione del Polo Sud del satellite ed estrarrà campioni, che dovrebbero contenere ghiaccio d’acqua e altri prodotti chimici che possono rimanere intrappolati alle temperature estremamente basse previste; in genere -150° C sotto la superficie con punte di -200° C in alcune aree. I campioni prelevati verranno quindi passati a un laboratorio chimico (ProSPA) dove saranno riscaldati per estrarre questi elementi volatili intrappolati nel freddo.

Processi termochimici, a temperature fino a 1000° C, potranno essere utilizzati per estrarre elementi chimici, compreso l’ossigeno; un test per i processi che potrebbero essere applicati per l’estrazione delle risorse in futuro. L’abbondanza e la composizione chimica delle sostanze chimiche estratte saranno quindi analizzate dal laboratorio chimico ProSPA. Misurazioni isotopiche accurate e precise di specie elementari chiave come carbonio, ossigeno, azoto e idrogeno forniranno informazioni sulle origini, l’evoluzione e i processi di collocazione di questi elementi. I dati indicheranno se questi composti volatili potranno essere effettivamente usati come risorse e forniranno informazioni sulla loro origine nel sistema Terra-Luna. Gli elementi intrappolati nel freddo dei poli lunari sono potenziali risorse per l’esplorazione umana e forniscono un registro dei composti volatili nel Sistema Solare interno. Tuttavia, al momento non sono ancora del tutto chiare le loro origini, la distribuzione, la quantità, l’estraibilità o i processi che li mettono in atto. Prospect, dunque, ha come obiettivo proprio l’identificazione di queste potenziali risorse, nonché la valutazione del loro potenziale utilizzo in un determinato luogo, fornendo informazioni per aiutare a stabilire la loro distribuzione sulla superficie lunare.

– La tecnologia italiana sulle trivelle spaziali va ormai consolidandosi tanto che a breve un’altra trivella di Leonardo partirà con la missione ExoMars2020 alla scoperta dei segreti sotto la superficie del Pianeta Rosso. Con la sua punta di diamante, la trivella della nuova missione europea su Marte perforerà il suolo del pianeta per la prima volta nella storia, fino a una profondità di 2 metri. L’obiettivo sarà cercare di tracce di vita: presente o passata.

Già nel novembre 2014, Leonardo aveva contribuito con la sua trivella alla missione Rosetta dell’Esa dedicata all’esplorazione dei corpi minori del Sistema Solare. Per la prima volta nella storia dell’umanità, il ‘trapano spaziale’ ha funzionato su una cometa provando a perforarne la superficie fino a una profondità di 30 centimetri. Con questa tecnologia, il colosso industriale italiano conferma ancora una volta la sua leadership nella progettazione e produzione di dispositivi robotici per grandi missioni spaziali internazionali. Leonardo partecipa con i suoi strumenti ed equipaggiamenti – pannelli solari, payload elettro-ottici, orologi atomici, sensori di assetto e radiometri- anche in altri numerosi programmi di osservazione della terra, di esplorazione planetaria e di navigazione e telecomunicazione.