Previsioni Meteo, peggioramento per l’8-10 Novembre: piogge e neve fino all’Appennino [DETTAGLI]

Previsioni Meteo: in un contesto perturbato Atlantico, ipotesi di verticalizzazione del "Getto" e arrivo di aria più fredda sub-polare con fiocchi sui 1000 m o anche sotto. Vediamo dove
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Contesto barico piuttosto complicato in questa prima parte di novembre a scala europea o euro-atlantica. In un’analisi sul lungo periodo di alcuni giorni fa, era in cantiere una ipotesi anche di disposizione meridiana con aria più fredda da Nord, prospettandosi cavi incisivi nordatlantici verso i settori medi oceanici, ma piuttosto larghi, maggiore presenza anticiclonica su Est Atlantico e azioni più fredde settentrionali sui meridiani europei.

Via via, i modelli hanno corretto il tiro, proponendo un flusso in uscita da Terranova piuttosto deciso e determinato il quale, anziché approfondirsi in Oceano aperto, punterebbe direttamente l’Europa, data la velocità del “Getto” significativa e poco incline a curvature in pieno Oceano. Dunque, configurazione che porterebbe, invece, l’autunno serio su buona parte dell’Europa centro-occidentale, ma in particolare sull’Italia e sui vicini Balcani, dove il tempo peggiorerebbe in maniera significativa nel corso delle prossime ore e dei prossimi giorni, senza freddo, almeno per la prima settimana del mese.

Tuttavia, qualche tentativo di meridianizzazione delle correnti, non appena sopita la veemenza del “Getto Subpolare” in uscita da Terranova, continua a intravedersi nelle simulazioni sul medio-lungo periodo.

Anzi, da un paio di giorni, il modello europeo ECMWF propone un notevole abbassamento in latitudine delle vorticità perturbate nordatlantiche, con cavo depressionario che, verso la fine della prima decade di novembre, si accentrerebbe al Mediterraneo, portando un vortice ciclonico proprio a ridosso dell’Italia.

Questa azione accentrata e operante in senso meridiano, convoglierebbe aria più fredda verso anche il nostro bacino e verso buona parte dell’Italia. Non parliamo di aria particolarmente fredda, data l’estrazione subpolare marittima, tuttavia, si configurerebbe una prima e più seria irruzione di stampo invernale.

Secondo i dati attuali e secondo la collocazione del minimo di pressione da essi desunta, l’aria fredda entrerebbe bene sui settori alpini e prealpini un po’ tutti, ma anche sul Centro Nord Appennino. Le isoterme più importanti, fino a -4°C a 850 hpa, potrebbero interessare le Alpi, ma valori di 0 o -1°C sempre alla medesima quota geo-potenziale convenzionale di 850 hpa, 1500 m circa, potrebbero spingersi fino all’Appennino centrale.

Insomma, se tutto venisse confermato come prospettato attualmente dal centro di calcolo di Reading, potrebbero crearsi le condizioni per prima neve intorno ai 1000 m anche su centro Appennino, fiocchi a 600/800 m sulle Alpi di Nordest o centro orientali.

Sul resto delle Alpi, secondo lo schema attuale, le precipitazioni potrebbero essere scarse, data l’azione più meridionale del vortice perturbato annesso alla saccatura subpolare, tuttavia tra alto Piemonte e Lombardia, potrebbero aversi fiocchi intorno ai 1000 m nella fase appena precedente l’affondo del Vortice, tra il 7 e l’8 novembre. Naturalmente, si avrebbero rovesci e temporali diffusi sulle regioni centro-meridionali, soprattutto su quelle del medio-basso Tirreno e del Sud, le più esposte al tipo di circolazione legato al sistema.

Insomma, prospettive per maltempo autunnale, ma anche più freddo verso il secondo weekend di novembre.

Torneremo ad aggiornarci quotidianamente su questa tendenza più invernale in un contesto comunque schiettamente autunnale e perturbato che dovrebbe riguardare in maniera abbastanza persistente gran parte dell’Italia, per la prima metà di novembre.

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