Previsioni Meteo Dicembre, gli ultimi aggiornamenti sull’ondata di freddo e neve di Lunedì 2

Previsioni Meteo dicembre: blocco anticiclonico a Est e incursione fredda dalla Scandinavia, possibile esordio invernale del nuovo mese

Previsioni Meteo Dicembre – Inizia a esserci più di qualche indicazione circa un possibile esordio freddo e invernale del mese di dicembre. Spunti in questo senso li avevamo colti addirittura 15 giorni fa (Previsioni Meteo Dicembre) poi confermati negli editoriali sul medio-lungo termine dei giorni scorsi e diremmo, in base agli ultimissimi dati, oltremodo confermati nell’ultimissima emissione modellistica di qualche ora fa. I dati di oggi, per di più, evidenziano anche una buona omogeneità di vedute tra i vari centri di calcolo, un po’ tutti allineati verso l’ipotesi di azione artica nel corso della prima settimana di dicembre.

Naturalmente non si può dare alcuna certezza, mancano ancora quasi 10 giorni alle possibili date della svolta invernale e tanto può cambiare ancora, tuttavia tutti i parametri predittivi confluiscono verso una ipotesi di circolazione meridiana predisponente a irruzione di correnti fredde verso il Mediterraneo centrale: disposizione degli assi delle figure bariche in senso meridiano; maggiore concentrazione dei massimi anticiclonici su centro ovest Europa; settori centrali europei e mediterranei con condizioni bariche neutrali, ma questi ultimi con falla barica latente; Est Europa più dichiaratamente governata da azioni fredde di matrice artica con perno in prossimità della Scandinavia. In questo quadro, come accennavamo già nell’editoriale di ieri e dei giorni scorsi, un’azione fredda di stampo invernale potrebbe essere certamente possibile verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.

A dire il vero i maggiori centri di calcolo, lo dicevamo, piuttosto uniformati, sia l’americano GFS che l’europeo ECMWF, nella coda delle corse modellistiche odierne, evidenziano chiaramente una saccatura artica con asse Scandinavia-Baltico-Mediterraneo centrale o più precisamente Jonio. Saccatura che troverebbe strada facile nell’irrompere verso le medio-basse latitudini continentali grazie, appunto, a un orientamento meridiano dell’alta pressione oceanica tra Est Atlantico e Ovest Europa. Nella prima immagine barica, è prospettato il quadro proposto dal modello americano GFS, secondo le cui simulazioni, nella fase 2/5 dicembre, si compirebbe un attacco Artico classico con irruzione di aria fredda attraverso la porta essenzialmente della Bora, innesco di bassa pressione sulle regioni meridionali, in prossimità dello Jonio, e afflusso di aria fredda anche negli strati medio-bassi dall’Est Europa, attraverso l’Adriatico, verso gran parte del Centro Sud, ma anche delle regioni settentrionali. In una prospettiva del genere, oltre all’aria fredda che interesserebbe un po’ tutto il Paese, ci sarebbero anche forti venti settentrionali e fenomeni diffusi per via dell’azione depressionaria sui mari bassi italiani. Contesto che vedrebbe le regioni adriatiche, appenniniche centro-meridionali e il Sud Italia più favoriti per le  precipitazioni in forma di pioggia, rovesci e anche nevicate che via via potrebbero conquistare anche le quote basse 2/400 m in Appennino. Sulle regioni settentrionali eventuali precipitazioni anche in forma nevosa a bassa quota, potrebbero essere più veloci e localizzate, per via di una tendenza a maggiore concentrazione del fulcro depressionario sulle aree meridionali, dove l’stabilità sarebbe più duratura.

Di una visione pressoché simile, se non anche più incisiva in termini di penetrazione del “Getto”, sarebbe anche il modello europeo ECMWF, il quale ipotizza ugualmente, nell’emissione “00” odierna, uno scenario meridiano nettamente invernale con alta pressione di blocco su Ovest Europa e discesa di aria fredda artica, con contributi anche continentali in questo caso, lungo il fianco orientale anticiclonico per poi confluire in una bassa pressione al suolo molto profonda, ancora una volta con perno sullo Ionio. Naturalmente anche in questo prospetto barico, l’Italia e forse ancor più che nel precedente tipo proposto da GFS, vedrebbe una fase nettamente invernale e fredda con sensibile calo termico ovunque, piogge e nevicate fino a bassa quota in particolare sulle regioni del medio-basso Adriatico sulle aree appenniniche e sui settori meridionali. Potrebbero esserci le condizioni, in questo secondo schema, addirittura anche per neve fin sulle coste del medio Adriatico. Che dire, non ci resta che attendere le altre emissioni per cercare di capire se questo impianto possa essere confermato o possano esserci delle variazioni, senz’altro possibili soprattutto in riferimento all’orientamento dell’asse depressionario.

Una tendenza ad azioni meridiane spiccatamente invernali ci sarà senz’altro. Al più, se proprio non dovessero verificarsi le configurazioni nettamente invernali proposte oggi dai maggiori centri di calcolo, ma magari configurazioni un po’ più addolcite, riteniamo che se non tutta la nazione, con buona probabilità almeno qualche settore italiano possa comunque vivere una fase invernale nel corso della prima settimana di dicembre. Se poi l’alta pressione dovesse mostrarsi più ingombrante verso l’Italia, cosa pur sempre possibile, riteniamo che il rischio di azioni artiche possa essere solo rinviato di qualche giorno, ma che l’assetto generale rimanga comunque predisponente per il prosieguo di dicembre.

La redazione di MeteoWeb seguirà costantemente questa interessante evoluzione invernale attesa con l’avvio del nuovo mese di dicembre, apportando quotidianamente aggiornamenti in base agli ultimi dati via via acquisiti.