Spazio, Tito Stagno: “Torneremo sulla Luna e diventerà una colonia, arriveremo su Marte ma non in questo secolo”

"L'uomo tornerà sicuramente sulla Luna e probabilmente lo faranno gli americani. Su Marte penso che ci arriveremo ma non in questo secolo"

L’uomo tornerà sicuramente sulla Luna e probabilmente lo faranno gli americani con il supporto di privati. La Luna è destinata a diventare una colonia dove far nascere delle coltivazioni, anche perché la Terra finirà un giorno per non essere più vivibile e allora dovremo guardare fuori. E poi sarà un trampolino di lancio da dove, in assenza di atmosfera, potersi lanciare verso lo spazio. Per il discorso viaggi su Marte invece sono pessimista: non mi sembra che ci sia un veicolo in grado di accorciare il tempo del viaggio, attualmente di sei mesi. Credo quindi che l’ingegneria aeronautica dovrà lavorare ancora molto prima di poter affrontare il buio dello spazio profondo. Su Marte penso che ci arriveremo, certo, ma non in questo secolo“. È quanto affermato da Tito Stagno, il giornalista Rai famoso per la telecronaca dell’allunaggio dell’Apollo 11 presente ieri al teatro Miela di Trieste, nell’ambito della 19esima edizione del festival Science+Fiction.

Lightroom Photos/NASA

Stagno ricorda quella storica notte di mezzo secolo fa con orgoglio, ma ad accompagnare i suoi ricordi è anche la molta paura provata perché “nel momento topico della missione, quando la navicella si è staccata dall’orbita per iniziare la discesa di un centinaio di chilometri verso la superficie lunare, le immagini non c’erano. Per fortuna ebbi un’intuizione che si rivelò vincente: forte della mia visita alla base spaziale in cui avevo potuto assistere anche alle simulazioni, descrissi quello che in quel momento immaginavo, anzi, sapevo stesse accadendo a bordo della navicella. Conoscevo bene macchine e uomini e pensai di far vedere alla gente quello che io sapevo. Farglielo vedere, letteralmente, attraverso le mie parole. Dissi: “I due astronauti sono in piedi, uno accanto all’altro. Davanti a loro i quadri di comando; hanno a disposizione uno spazio grande come la cabina di un ascensore e, come un ascensore, la navicella sta scendendo verso una landa desolata, tutta polvere e sabbia…”.

armstrong lunaQuanto alla querelle con Ruggero Orlando, che rese ancora più storica quella diretta, con un gradimento del 96%, Stagno non ha dubbi: “Non sbagliai. Dissi “ha toccato” riferendomi alle antenne del modulo, che realmente toccarono il satellite 40 secondi prima dell’effettivo allunaggio. Orlando mi riprese, ma aveva torto: io non dissi che era atterrato, ma che un mezzo realizzato dall’uomo per la prima volta aveva toccato il suolo lunare“. Ma in quel battibecco, finimmo per perderci il momento più importante: la voce di Neil Armstrong che diceva “The Eagle has landed“. A chi pensa che l’uomo non sia mai andato sulla Luna, il giornalista suggerisce: “Che lo chiedano all’ex Urss. La guerra fredda in quegli anni si era trasformata in una gara di prestigio nella corsa allo spazio tra le due superpotenze: mentre gli americani passeggiavano sulla Luna, sulle loro teste volava la sonda Luna 15, che fotografò tutto, inviò quelle immagini a terra e poi si schiantò. Gli increduli ci saranno sempre, ma io dico che chi non vuole credere a una telecronaca che ha avuto il 96 percento di gradimento, saranno quei 4 a cui non è piaciuta una trasmissione unica in Europa e la migliore nel mondo. Nemmeno in America c’è stata una diretta di trenta ore consecutive e del resto non sarebbe stato possibile, perché sarebbe stata interrotta ogni cinque minuti dalla pubblicità“.