Da Genova a Livorno, 10 delle peggiori alluvioni in Italia dal 2010 al 2019: Liguria la più martoriata

Dal 2010 al 2019, sono stati tanti gli eventi di maltempo che hanno messo in ginocchio il Paese: 10 tra le peggiori alluvioni in questi anni

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Siamo ormai prossimi alla fine del 2019 e con esso si chiude un decennio molto importante dal punto di vista meteorologico per l’Italia. Nel corso degli anni dal 2010 al 2019, sono stati tanti gli eventi di maltempo che hanno messo in ginocchio il Paese, sottolineando ancora una volta la fragilità del territorio. In questo articolo, ci concentreremo su 10 delle alluvioni più catastrofiche che si sono verificate in Italia negli ultimi 10 anni.

1. Alluvione a Genova (2010)

Il 4 ottobre 2010, un’alluvione colpisce la Liguria, abbattendosi sulla città metropolitana di Genova e sulla provincia di Savona. In poche ore cadono circa 400mm di pioggia sulle alture, 350mm a Pegli, 310mm a Varazze, 300mm a Genova Bolzaneto e Genova Pontedecimo. A Sestri Ponente straripano i torrenti Chiaravagna, Cantarena e Molinassi. Genova e il suo hinterland vengono colpiti da un’alluvione lampo eccezionale. Il bilancio parla di danni ingenti e una vittima, un operaio delle cave del Monte Gazzo travolto dal torrente Chiaravagna e ritrovato pochi giorni dopo nel mare antistante Sestri.

2. Alluvione di Genova (2011)

Il 4 novembre del 2011, a seguito di precipitazioni eccezionali, Genova e provincia vengono colpite da una devastante alluvione a poco più di un anno di distanza. Esondano i torrenti Bisagno e Sturla. L’esondazione del Fereggiano è responsabile della morte di 6 donne (tra cui una ragazza di 19 anni e una mamma con le due figlie di 1 e 8 anni). Interi quartieri sono invasi dall’acqua, che allaga case e negozi e trascina via tutto.

3. Alluvione di Massa e Carrara (2012)

Frana a Massa Carrara

L’11 novembre del 2012, dopo intense piogge, un’alluvione si abbatte sulla provincia di Massa e Carrara, in Toscana. Prima esondano i torrenti nella provincia e poi viene colpita anche la Maremma grossetana. Le zone colpite restano per diversi giorni sotto un metro d’acqua. Si verificano blackout e numerose frane, che colpiscono 5.000 abitazioni e lasciano 300 sfollati. Il fiume Albegna rompe l’argine e tutta la piana della Marsiliana è invasa dal fango. Albinia (frazione di Orbetello) viene ingoiata dalla melma. In questa alluvione, perdono la vita 7 persone.

4. Alluvione in Sardegna (2013)

Il 18 novembre del 2013, sulla Sardegna nordorientale imperversano per oltre 20 ore piogge molto intense, con accumuli pluviometrici che superano i 300mm. Colpite Olbia, Nuoro, Uras, Bitti, Onanì, Torpè e alcune zone dell’Ogliastra e del Medio Campidano. Ad Olbia si registra il numero più alto di vittime. In poche ore, si sviluppa una devastazione totale con esondazioni, ponti crollati, viabilità in tilt, campagne allagate e migliaia di sfollati. Secondo Franco Gabrielli, allora capo della Protezione civile, in 24 ore è caduta la pioggia di 6 mesi. Il bilancio finale è di 19 vittime, tra cui bambini, e 600 milioni di euro di danni.

5. Alluvione di Senigallia e Chiaravalle (2014)

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Il 3 maggio 2014, forti piogge si abbattono sui settori settentrionali delle Marche, causando piene di corsi d’acqua, allagamenti e disagi alla circolazione. Presso le frazioni Bettolelle, Borgo Bicchia e Borgo Passera del comune di Senigallia, cede l’argine destro del fiume Misa, riversando nelle strade adiacenti un muro d’acqua e fango. In 6 ore si riversano 13 milioni di metri cubi di acqua e il livello del fiume sale di 6 metri. Il risultato è acqua nelle strade che sfiora i 3 metri di altezza, giungendo a lambire i primi piani delle abitazioni. Le acque alluvionali del Misa si estenderanno poi progressivamente verso la stessa Senigallia, interessando quasi tutta la porzione sud della città: interi quartieri residenziali verranno sommersi anche da 2 metri d’acqua e fango. La piena del fiume Foglia determina gravi criticità anche in provincia di Pesaro e Urbino. Lo straripamento del torrente Triponzio provoca vasti allagamenti nel comune di Chiaravalle, in provincia di Ancona: strade e scantinati riportano seri danni. Il bilancio è di 3 vittime e danni per oltre 179 milioni di euro.

6. Alluvione nella Calabria ionica (2015)

Nei giorni del 31 ottobre e 1 novembre 2015, la Calabria ionica viene colpita da una forte alluvione che provoca ingenti danni. A risentire degli effetti peggiori è la Locride, soprattutto i comuni di Brancaleone, Caulonia e Ferruzzano. Qui un torrente in piena causa la rottura dei binari della ferrovia. A Caulonia, invece, crolla una carreggiata del ponte Allaro sulla SS106.

7. Alluvione di Livorno (2017)

Nella notte tra 9 e 10 settembre, una devastante alluvione si abbatte su Livorno. In poco più di 4 ore, cadono circa 400mm di pioggia e la città si sveglia sommersa da acqua, fango e detriti, che trascinano via tutto. Le intense precipitazioni provocano frane, allagamenti e torrenti straripati. Allagamenti e numerosi danni anche a Pisa. Nonostante l’allerta arancione emanata dalla Protezione Civile, si registrano 8 vittime e gravi danni ad abitazioni e cose.

8. Alluvione delle Dolomiti bellunesi (2018)

Nei giorni dal 26 al 30 ottobre, le Dolomiti vengono devastate da alluvioni, frane e smottamenti a causa della “Tempesta Vaia”. In provincia di Belluno e nell’Alto Agordino, si registrano strade crollate ed erose dall’acqua, torrenti e laghi esondati che invadono i centri abitati. Anche il forte vento, con raffiche fino a 170km/h, crea tanti problemi: decine di case vengono scoperchiate e interi boschi rasi al suolo dalla furia del vento.

9. Alluvione a Casteldaccia (2018)

Il 3 novembre del 2018, ingrossato dalle intense precipitazioni, esonda il torrente Milicia a Casteldaccia, in provincia di Palermo. 9 persone muoiono annegate in una villetta. Nella casa travolta dall’acqua si trovavano due nuclei familiari. Le vittime sarebbero annegate perché il livello dell’acqua avrebbe raggiunto in pochissimo tempo il soffitto. Tra le vittime, due bambini di uno e tre anni.

10. Alluvioni in Liguria e Piemonte (2019)

Il 23 e 24 novembre, devastanti alluvioni si abbattono su Liguria e Piemonte, in particolare a Genova, in provincia di Savona e di Alessandria. Per 48 ore, su queste aree si verificano piogge incessanti che determinano gli straripamenti del fiume Bormida ed Arroscia, del rio Ruscarolo e del rio Fegino. Il risultato saranno allagamenti ingenti in tutta la Valpolcevera, danni ad abitazioni e negozi. Decine di frane interrompono numerose strade in tutta la Liguria, lasciando isolate centinaia di persone. Una frana provoca il crollo di un viadotto della A6 Savona-Torino. In provincia di Alessandria esondano Tanaro e Bormida, provocando la morte di una persona e tantissimi danni.

Il 12 novembre 2019, un’altra potente alluvione devasta Matera, in Basilicata.