La neonata di 5 mesi scossa dalla mamma perché piangeva è ancora grave “ma stabile”: niente morte cerebrale, si spera ancora in un miracolo

La sindrome del bambino scosso o trauma cranico abusivo colpisce soprattutto i piccoli di età inferiore ai 2 anni

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La piccola di 5 mesi finita in coma dopo che la mamma l’ha scossa forte per tentare di calmarlo è “grave ma stabile“. Lo ha dichiarato a LaPresse il professor Giorgio Peri Longo, direttore del dipartimento di Salute della donna e del bambino dell’Azienda ospedaliera di Padova. “Abbiamo fatto un’Angiotac – ha precisato il primario – che ha avuto esito positivo e abbiamo riscontrato che c’è ancora perfusione cerebrale“, ovvero il sangue irrora ancora il cervello del piccolo. Per questo motivo si è deciso di rinviare la decisione della commissione che si sarebbe dovuta riunire per accertare la morte cerebrale del neonato.

Ripeteremo a breve l’esame – ha aggiunto il professor Peri Longo – e in base ai risultati valuteremo le terapie a cui sottoporre il bambino“. Solo ulteriori accertamenti potranno stabilire se si tratti effettivamente di un caso di ‘shaken baby‘, la sindrome del bambino scosso, che nei neonati può provocare gravi traumi cerebrali e perfino la morte. La mamma del bambino, una 29enne originaria di Vicenza ma residente a Mestrino (Padova), è indagata per lesioni gravissime. Per cercare di calmare il piccolo, che non smetteva di piangere, lo avrebbe scosso, non accorgendosi di aver esercitato particolare forza. Davanti al pm Roberto Piccione, titolare delle indagini, e ai carabinieri da donna ha confessato: “Sono stata io, piangeva, l’ho cullato troppo forte“. Sarebbe stato una sorta di black out.  La 29enne si sarebbe resa conto della gravità della situazione solo dopo aver appoggiato il figlio sul lettino. Vedendo che il neonato stava male ha telefonato al 118.

Non si tratta dell’unico caso simile avvenuto i questi mesi. Lo stesso pm nel 2016 si era occupato di un altro caso avvenuto nell’Alta Padovana: un ragazzo di 20 anni doveva fare da baby sitter alla cuginetta di 9 mesi, ma esasperato dal suo pianto continuo l’aveva scossa con violenza e la piccola non ce l’aveva fatta. La sindrome del bambino scosso o trauma cranico abusivo colpisce soprattutto i piccoli di età inferiore ai 2 anni. É di pochi mesi fa la prima campagna nazionale di sensibilizzazione “Non scuoterlo mai!”. Un fenomeno poco conosciuto dai genitori e, spesso, sottovalutato anche dai pediatri. Si tratta, in realtà, di una delle conseguenze di una forma di maltrattamento fisico che può avere conseguenze drammatiche. I piccoli, infatti, possono subire un trauma sull’encefalo e successive conseguenze neurologiche. Nei primi mesi di vita, infatti, i muscoli cervicali del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a sostenere la testa: se un bambino viene scosso con forza il cervello si muove liberamente all’interno del cranio, provocando così ecchimosi, traumi e lesioni gravissime.