Samoa e Kiribati, nazioni insulari nel Pacifico meridionale, hanno già festeggiato il 2020: hanno salutato il nuovo anno alle 11 ora italiana. E’ stato poi il turno degli abitanti dell’isola neozelandese di Chatham, a circa 680 km a sud-est delle isole principali del Paese.
Il resto degli abitanti della Nuova Zelanda e la popolazione delle Isole Fiji e Tonga hanno festeggiato una quarantina di minuti dopo.
La Nuova Zelanda ha accolto il nuovo anno con fuochi d’artificio, spettacoli laser e musica nella capitale Wellington e ad Auckland, dove il Capodanno riunisce migliaia di persone nell’area della Sky Tower, un edificio alto 328 metri.
In Australia annullati gli spettacoli pirotecnici nella capitale e in altre città a causa di incendi boschivi che divampano soprattutto nel sudest (almeno dodici persone sono morte e oltre 3 milioni di ettari sono stati bruciati). Sydney inaugurerà l’anno con fuochi d’artificio, anche se quasi 300mila persone avevano richiesto la cancellazione dell’evento.
A festeggiare saranno in seguito il Giappone e la Corea del Sud.
Le ultime a entrare nel 2020 saranno le remote isole statunitensi del Pacifico meridionale, come le Hawaii, dove il passaggio al nuovo decennio avverrà esattamente 25 ore dopo Samoa


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