Cop25 sul clima, esperto: “Si discute del mercato Co? guardando al 2020, mancano grandi player”

Riccardo Valentini, scienziato della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti Climatici, fa il punto sulla Cop25

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Le prime settimane di negoziati sono piuttosto deludenti e deprimenti. E anche questa volta il copione si ripete. Ognuno arriva con il proprio interesse. Si mettono i problemi sul tavolo. La settimana finale che si apre lunedì 9 dicembre servirà, nei primi giorni agli sherpa per lavorare sui dettagli, in attesa poi della sessione politica quando arrivano i capi di Stato. Centrale nei lavori di questa settimana, per i temi a breve termine, la questione dell’ articolo 6 dell’accordo di Parigi sul mercato dei crediti di carbonio“. Poi ci sono i temi a lungo termine che guardano al 2020 quando i Paesi dovranno puntare a obiettivi più ambiziosi “e questa volta scriverli nero su bianco“.

cambiamenti climatici cartelloA fare il punto sulla prima fase della Cop25, il vertice Onu sui cambiamenti climatici che si è aperto lo scorso 2 dicembre a Madrid per chiudersi il 13 è Riccardo Valentini, scienziato della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti Climatici e unico autore italiano del Rapporto Speciale dell’Ipcc (comitato scientifico dell’Onu), su cambiamenti climatici e territorio. “L’aspetto che salta all’occhio in questa Cop25 – spiega Valentini all’ANSA – è l’assenza dei grandi player come gli Usa”. E proprio sugli Stati Uniti e sulla decisione di Trump di avviare l’iter di uscita dall’accordo di Parigi del 2015 Valentini mette l’accento sul fatto che “questa procedura secondo il trattato di Parigi termina solo dopo il 4 novembre 2020, che coincide con il giorno dopo l’elezione americana“. Quindi sono aperte tutte le possibilità, tra cui quella di un rientro in campo degli Usa in caso di un nuovo presidente, fa notare Valentini.

Alla Cop25, poi, resta aperta la questione relativa alla leadership, ovvero del Paese o dei Paesi che tengono il timone per la decisione finale. “Ci sono rumors e qualche segnale – dice Valentini – ma si potrebbe profilare un accordo Ue-Cina“. Ad irrompere al vertice Onu sul clima, i rapporti scientifici dell’Ipcc “con dati chiarissimi sull’influenza dell’uomo su Clima e atmosfera“, sostiene Valentini. E il rapporto special sull’agricoltura che per la prima volta indica nel 37% le emissioni di gas serra del sistema agroalimentare. Infine, animata la discussione sui crediti di carbonio: alcuni Paesi, come il Brasile, vorrebbero il doppio conteggio, cioè che la quota risparmiata di emissioni e ceduta possa essere conteggiata anche nelle contabilità future.