Mentre i grandi terremoti distruttivi ricevono molta attenzione, i ricercatori sostengono che i piccoli terremoti, che spesso vengono ritenuti insignificanti, possono offrire importanti informazioni sull’attività sismica in specifiche aree.
Lo USArray è una rete di sismografi permanenti e portatili che registra i terremoti locali, regionali e distanti. Nel 2014, il Transportable Array ha iniziato ad essere impiegato in Alaska e questo ha dato ai ricercatori la possibilità di monitorare meglio l’attività nell’area settentrionale dello stato. “È come accendere le luci e siamo stati finalmente in grado di vedere e tracciare l’attività sismica in quelle parti dello stato”, ha detto Michael West, sismologo dell’Alaska Earthquake Center. Ma le stazioni dello USArray saranno smobilitate in primavera, essendo solo un progetto temporaneo e “non guidato dalle esigenze di consapevolezza sui terremoti”, spiega West.

Un altro sito di attività è nella parte centro-meridionale di Brooks Range. Questo sciame ha avuto 4 terremoti di magnitudo 5.2 e 5.3 e molti terremoti più piccoli. L’attività è iniziata nel febbraio 2019 ed è ancora in corso. “È difficile dire se sia davvero unico o se sia qualcosa che è successo negli anni precedenti perché non avevamo una rete sismica completa nell’area di Brooks Range finché non è arrivato il progetto Earthscope in Alaska ed ha installato 200 nuove stazioni sismiche. Quindi solo con questa ulteriore rete sismica ora siamo in grado di registrare eventi sismici a Brooks Range con una precisione maggiore e vedere i terremoti fino ad una magnitudo più bassa”, ha spiegato Ruppert.
Ovviamente queste considerazioni non sono valide solo per l’Alaska. L’Italia nelle ultime settimane è stata interessata da molteplici sciami sismici, i più importanti dei quali hanno riguardato l’area di Benevento e quella del Mugello. Secondo gli esperti, dunque, anche quelli che sembrano terremoti irrilevanti, in realtà, hanno una grande importanza per cercare di prevedere cosa accadrà in futuro.
