In guerra, il confine tra uno straordinario coraggio e l’assoluta follia può essere molto sottile, così come quello tra il prendere l’iniziativa in battaglia e il correre inaccettabili rischi. Jack Churchill (1906-1996), conosciuto anche come “Fighting Jack” (Jack il combattente) o “Mad Jack” (Folle Jack), è il perfetto esempio di come alcuni ufficiali abbiano combattuto la II Guerra Mondiale a loro modo, avendo successo. Comandò dal fronte e il suo coraggio e le sue abilità uniche contribuirono alla sua sopravvivenza e a quella dei suoi soldati. Il suo motto dà un indizio sulla sua attitudine: “Ogni ufficiale che va all’azione senza spada è armato in modo inappropriato”. Oltre alla spada, Churchill aggiungeva anche cornamuse e arco e frecce ai suoi prerequisiti per la battaglia.
Jack (il cui vero nome era John Malcolm Thorpe Fleming Churchill) e i suoi fratelli, Thomas Bell Lindsay e Robert Alec Farquhar, avrebbero raggiunto il successo durante la II Guerra Mondiale. Come Jack, Tom si unì al Manchester Regiment e poi ai Commandos, diventando maggior generale. Robert, il fratello più giovane, divenne un tenente della Royal Navy, prestando servizio nella Fleet Air Arm. Lui morì in azione nel 1942.

Nel 1926, Jack fu arruolato nel 2° Battaglione, il Manchester Regiment. La sua avventurosa carriera iniziò quando si unì al suo battaglione a Rangoon (Birmania) e fu mandato a fare un corso di segnali a Poona. Mentre era nel reggimento, divenne un eccellente suonatore di cornamusa e si guadagnò la prima delle sue medaglie di servizio: la Indian General Service Medal. Tornato in Inghilterra, la vita militare sembrò spenta e Churchill la lasciò per viaggiare e costruire una carriera come attore e intrattenitore. Si dice che abbia avuto un ruolo nel film del 1924 “Il ladro di Bagdad”, in cui mise in mostra le sue abilità da arciere. Rappresentò anche la Gran Bretagna in Norvegia ai Campionati Mondiali di Tiro con l’Arco nel 1939.
Quando scoppiò la guerra, essendo rimasto nell’elenco degli ufficiali di riserva, fu richiamato alle armi. Il suo reggimento fece parte della Expeditionary Force in Francia.

Churchill usò le sue frecce e il suo arco mentre era di pattuglia, sapendo che l’arco era un’arma straordinariamente efficace in mani esperte poiché era silenziosa e precisa fino a quasi 200 metri. Nella battaglia di l’Epinette, in Francia, Churchill uccise il primo soldato nazista che si stava avvicinando con il suo arco lungo, poi utilizzò due mitragliatrici per combattere finché non terminarono le munizioni. Riuscì a salvare il resto della sua truppa guidandola attraverso le linee nemiche di notte, nonostante fosse stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla spalla.

Nel 1941, divenne vicecomandante dell’unità che fece irruzione nelle guarnigioni naziste, nei negozi e negli stabilimenti di produzione di olio di pesce a Vågsøy, in Norvegia. Sir John Hammerton, nel suo libro “History of the Second World War”, fa notare che Churchill incoraggiò i suoi uomini suonando le sue cornamuse. Churchill, infatti, entrò in azione suonando “March of the Cameron Men” e poi lanciò una granata prima di correre verso lo scontro, portando una spada scozzese a lama larga. Jack Churchill ricevette la Military Cross per il suo coraggio in battaglia durante questo raid e durante la battaglia di l’Epinette.

Tutta l’esperienza di Churchill in guerra fu strabiliante. Guidò le truppe in Sicilia e durante gli sbarchi a Salerno, incoraggiando i soldati come sempre con il suono della cornamusa. Utilizzando solo la sua spada scozzese a lama larga, fu responsabile della cattura di 42 soldati tedeschi e di una squadra mortai. Fu premiato per due volte con il Distinguished Service Order per il suo grande coraggio in battaglia.
Poi combatté in Iugoslavia, dove fu catturato e inviato nel campo di concentramento di Sachsenhausen. Si dice che stesse suonando “Non tornerai più?” alla cornamusa quando gli esplose vicino una granata, che gli fece perdere i sensi. In quel periodo, Jack Churchill era un colonnello e i suoi rapitori inizialmente pensarono che fosse legato a Winston Churchill. Non ricevette comunque un trattamento di favore, ma fu incatenato in una cella con varie autorità austriache. Riuscì ad uscire attraverso un tunnel, salvo essere poi catturato e inviato in un campo di prigionia in Austria. Riuscì a scappare ancora e attraversò il Passo del Brennero in Italia.

Churchill quasi combatté anche nel Pacifico, essendo stato mandato in Birmania dove la battaglia si stava intensificando. Tuttavia, prima che arrivasse, la guerra era finita, innescando il suo celebre commento: “Se non fosse per questi maledetti yanks, avremmo potuto tirare avanti con la guerra per altri 10 anni!”. Dopo la guerra, Churchill prestò servizio con gli Highlander di Seaforth e poi con la Fanteria leggera delle Highland, salvando la vita di 500 pazienti e personale dell’ospedale Hadasseh vicino a Gerusalemme. Al suo ritorno in Inghilterra, fu coinvolto nel programma degli apprendisti dell’esercito e rinnovò i battelli a vapore.
Divenne l’eroe di un fumetto e il soggetto di numerosi libri. John Malcolm Thorpe Fleming Churchill morì all’età di 89 anni a Surrey. Nel suo necrologio, un giornale britannico scrisse: “Se Churchill non fosse esistito, sarebbe stato impossibile inventarlo: nessun eroe immaginario con la sua storia sembrerebbe credibile”.


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