Le Orche si sono stabilite nello Stretto di Messina: nuovo emozionante avvistamento tra Capo Peloro e Scilla [VIDEO]

Le Orche nello Stretto di Messina: nuova emozionante segnalazione, i video

MeteoWeb

Nuovo straordinario avvistamento delle Orche che da almeno 3 giorni si trovano nello Stretto di Messina: lo stesso Simone Vartuli, un ragazzo messinese a cui evidentemente questi esemplari si sono particolarmente affezionati, le ha riviste (dopo averle filmate da un’imbarcazione a distanza ultra-ravvicinata il 27 Dicembre) alle ore 13:00 di oggi dal terrazzo della Fondazione Horcynus Orca – Macho, dove si trovava per un’intervista. Ha prontamente avvisato la Guardia Costiera: una motovedetta della Capitaneria di Porto di Messina è uscita in mare per cercarle e, se possibile, foto-identificarle.

Stretto di Messina, nuovo straordinario avvistamento delle Orche: le immagini [VIDEO]

Orche nello Stretto di Messina: la telefonata tra Simone Vartuli e la Guardia Costiera [VIDEO]

Il viaggio da record delle Orche, dall’Islanda a Messina

Un viaggio da record, “la notizia piu’ emozionante di sempre” come la definiva giorni fa Orca Guardians Iceland, importante no profit che si occupa di proteggere e monitorare le Orche marine. Gli esemplari di ‘orcinus orca’ avvistati  nello stretto di Messina, se fosse confermato, come sembra probabile, che si tratta degli stessi che giorni fa si sono affacciati di fronte al porto di Genova, hanno percorso circa 6.000 chilometri nel loro estenuante (e per il momento ben poco compreso anche dagli esperti che si interrogano sui motivi) viaggio che li ha portati dall’Islanda, dove erano stati fotografati per la prima volta 6 anni fa, fino a varcare lo stretto di Gibilterra e spingersi fino alla costa ligure. Un’impresa incredibile, che ha sorpreso gli esperti: e’ la prima volta che si identificano Orche in Islanda e poi, dopo anni, addirittura nell’Italia meridionale, ed e’ a detta di Orca Guardians Iceland probabilmente una delle migrazioni accertate piu’ lunghe di sempre. Grazie a un pool di osservatori, e in particolare alle immagini scattate da Samuele Wurtz di Artescienza, dalla presidente di Menkab Giulia Calogero e da Biagio Violi dell’ateneo genovese, oltre ai colleghi del centro di ricerca islandese Duncan Versteegh, Manon Themelin e Marie Therese Mrusczok, e’ stato possibile tracciare la rotta del gruppo di Orche nel corso degli anni, utilizzando segni identificativi come le pinne e le cerchiature attorno agli occhi. Avvistato per la prima volta il 2 giugno 2014, per due anni il gruppo e’ stato fotografato nei pressi delle coste dell’Islanda occidentale. Nel luglio 2017, sempre nel mare islandese, il gruppo era composto da 4 membri, compreso un cucciolo, gli stessi che poco dopo sono probabilmente partiti per la loro impresa tra Atlantico e Mediterraneo. Poi piu’ niente. Due anni e mezzo dopo, l’incredibile scoperta: il gruppo e’ ancora unito (anche se il cucciolo allarma gli esperti perche’ deperito), e si trova a Genova, 5.200 chilometri piu’ lontano rispetto all’ultimo avvistamento. Poi la rotta sul Tirreno, con un nuovo avvistamento a Savona, e infine quello di oggi di fronte a Messina, anche se gli espemplari avvistati sono solo tre.

Lo Stretto di Messina, un mare pericolosissimo per le Orche

Tre Orche sono state avvistate nello Stretto di Messina. E’ raro vederle nel Mediterraneo ma in Sicilia e’ una novità assoluta: non si erano mai viste. La prima segnalazione circa la loro presenza tra Scilla & Cariddi risale al 27 dicembre e dopo l’avvistamento di oggi continua la ricerca per capire se si tratta di tre degli esemplari che hanno stazionato per giorni davanti al porto di Genova o di altri tre. Si chiedono, nel caso siano quelle avvistate in Liguria, dove sia il quarto esemplare che a Portofino mostrava qualche segno di deperimento e mangiava poco. Sperano comunque che possano trovare la strada per tornare nei mari piu’ aperti ai quali sono abituate. “Sicuramente in Islanda – dicono gli esperti – se la passerebbero meglio“. “Sicuramente saranno state spinte ad entrare nel nostro mare da condizioni ecologiche – ha spiegato la biologa marina e responsabile scientifico di Marecamp Clara Monaco – e magari sono rimaste o per problematiche legate alla salute di qualche individuo oppure perche’ hanno trovato delle migliori condizioni per poter mangiare. Da li’ qualcosa deve essere successo che non sono riuscite a tornare indietro“. “Il fatto che si trovino nello Stretto di Messina – continua Clara Monaco – e’ un po’ problematico. Magari e’ vero, come dice il pescatore, che c’e’ da da mangiare e da un lato si riprendono per affrontare il viaggio verso l’Islanda, se fossero quelle di Genova. Ma se dovessero scendere ancora, sarebbe un problema sia perche’ lo Stretto di Messina e’ molto trafficato e c’e’ il pericolo di collisioni. E significherebbe che si sono perse, che hanno ancora bisogno di protezione“. “Speriamo – conclude la biologa – che tornino in un ambiente piu’ adatto a loro. Dove stanno andando non lo possiamo sapere. Raccomando a chiunque le dovesse avvistare di non avvicinarsi perche’ sono molto stressate e di chiamare subito la Guardia Costiera“.

Gli studiosi continuano a monitorare – da terra perche’ le condizioni del mare non sono buone – arrivando a coprire tutta la costa orientale della Sicilia. L’associazione ha anche allertato i colleghi a Taranto ed in Tunisia nel caso le Orche abbiano preso altre rotte e sono inoltre in contatto con l’Istituto nazionale di fisica nucleare di Catania, che ha degli idrofoni piazzati sott’acqua al largo del golfo che potrebbero ascoltare le loro vocalizzazioni nel caso non passassero sottocosta.

Le storiche immagini delle orche nello Stretto di Messina con le isole Eolie nello sfondo [VIDEO]

Le orche a distanza ravvicinata nelle acque dello Stretto di Messina [VIDEO]

Le immagini delle orche nello Stretto di Messina: il video dei pescatori entusiasti [VIDEO]