Previsioni Meteo – La lotta serrata, di cui da giorni stiamo discutendo, tra l’anticiclone euro-atlantico e le correnti fredde continentali, scaturirà in una evoluzione un po’ a sorpresa per la fine dell’anno, perlomeno a sorpresa rispetto a quanto proposto fino a ieri dal maggiore centro di calcolo mondiale, ECMWF. Quando a contendersi un territorio, in questo caso quello del Mediterraneo centrale, quindi il territorio italiano, sono due colossi barici come quelli prospettati nei prossimi giorni, ossia un’alta pressione a Ovest e una bassa pressione fredda a Est, gli scenari possibili sono diversi: ovviamente la supremazia di uno o dell’altra, ma anche un’azione ibrida con una media influenza anticiclonica e fredda.
Intanto, lo scenario generale prospettato per dopo Natale, è ben riassunto nella prima immagine che rappresenta le anomalie della temperatura a 1500 m circa previste per il fine settimana prossimo. Inequivocabile il prospetto: fino a 8/10°C di anomalia positiva sull’Ovest Europa, e 4/8°C di anomalia positiva anche sul Nordovest italiano, 2/4°C positivi fino alla Sardegna, al medio-alto Tirreno e sulle regioni centro-orientali del Nord; di contro, appena a Est dell’Italia, 8/10°C negativi su tutto l’Est Europa e 4/6° negativi anche sul medio-basso Adriatico e Sud Italia. Circa 15 gradi di scarto tra Piemonte e Puglia.
Ebbene, in questo scenario con equilibri davvero in bilico, le ultime emissioni modellistiche ci dicono che a prevalere, rispetto alle vie di uscita sopra menzionate, saranno essenzialmente due ipotesi. Una prima con un contesto ibrido, ossia condizioni di più freddo per il medio-basso Adriatico e per il Sud, tra il 28 e 29 del mese; un paio di giorni con venti di bora, su questi settori, calo termico apprezzabile, ma non importante, per Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Lucania, Calabria, anche Sicilia, ma scarse precipitazioni, in forma di piovaschi o fiocchi in collina sul Centro-Sud Appennino, ma molto localizzati. Nel frattempo, sole e bel tempo sul resto del Paese, anche mite di giorno, magari più freddo di notte e con qualche gelata.
Una seconda ipotesi, questa una novità ultima contemplata da tutti i modelli mattutini, anche dall’europeo ECMWF, con affermazione dell’anticiclone euro-atlantico anche verso il Mediterraneo centrale verso la fine dell’anno, seconda immagine, e, quindi, prevalenza a questo giro, dell’alta pressione rispetto alle correnti fredde, le quali verrebbero deviate a Est. Fine dell’anno e anche Capodanno all’insegna del bel tempo ovunque, più freddo di notte, avviamento, per l’irraggiamento notturno e gelate estese da Nord a Sud, sole e più mite di giorno.
Alla luce delle novità odierne, con sostanziale vittoria dell’alta pressione al primo round, verrebbe legittimo chiedersi: ma l’inverno, allora, è compromesso anche per gennaio?
In realtà ci sono delle novità anche nella stratosfera, novità che non sarebbero predisponenti per azioni fredde dichiarate sull’Italia, perlomeno non nella prima settimana o anche decade di gennaio. Nella terza immagine, è rappresentata l’evoluzione dell’attività dei venti zonali proprio in stratosfera, con evidente nuovo picco, quindi ripresa del flusso occidentale, proprio in coincidenza dei primi giorni dell’anno. Ciò certamente andrà a rinvigorire il Vortice Polare Stratosferico e, sebbene le influenze verso il basso non sempre sono sistematiche, va messo nel conto che questa manovra potrebbe rinvigorire anche in Troposfera un flusso zonale medio-alto in grado di inibire l’azione di correnti più fredde polari verso le latitudini mediterranee. L’evoluzione resta molto incerta, poichè proprio la Troposfera presenta della caratteristiche termiche, specie al suolo e relative alle acque superficiali oceaniche, predisponenti azioni meridiane più fredde.
La nostra idea sarebbe per la possibilità di qualche irruzione fredda anche nel corso della prima decade di gennaio, tuttavia non eclatante e magari anche piuttosto veloce. Restiamo, invece, più propensi a un’azione fredda più seria e duratura che possa prendere via via consistenza con maggiore probabilità a partire dalla seconda decade di gennaio e poi nel corso del mese. Ciò anche sulla base di un nuovo calo dei venti zonali stratosferici e di nuovi warmings significativi pure prospettati in stratosfera nel corso di gennaio, fattori che dovrebbero comportare possibili nuovi assetti del VPS e, a questo giro, probabilmente assetti influenti in maniera più determinante e in senso inverale verso le basse quote.
D’altronde, questo è il prospetto che noi avevamo dato anche nel nostro primo editoriale stagionale di circa un mese fa, leggibile qui (prima tendenza stagionale inverno 2019/2020 ). Via via, con il passare dei giorni, la “palla” sulle possibili evoluzioni è passata dalle analisi di tipo teleconnettivo al determinismo, quindi al calcolo modellistico nudo e crudo da parte dei maggiori Global Models, il quale calcolo deterministico in più di qualche occasione ha prospettato anche irruzioni fredde importanti per l’Italia per questo finale di anno. L’evoluzione, però, pare debba ricalcare pedissequamente quanto da noi espresso in analisi stagionale, peraltro con buoni esiti circa il decorso di dicembre e molto realistico circa anche l’evoluzione per questa ultima settimana del mese. Torneremo ad aggiornarci appena dopo le festività di Natale, sull’evoluzione di questa stagione invernale che ha appena preso il via astronomicamente e che promette importanti risvolti soprattutto nel corso del periodo clou stagionale, ossia seconda metà di gennaio e poi anche febbraio.






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