Previsioni Meteo Inverno, aggiornamento della tendenza stagionale: la stagione va avanti a singhiozzo, verso un Natale con l’Anticiclone

Previsioni Meteo per l'Inverno, la tendenza stagionale fino al 20 Gennaio 2020: dopo Capodanno avremo un cambio radicale del pattern circolatorio che potrebbe portare il gelo dalla Russia

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Previsioni Meteo Inverno – Eccoci a un nuovo aggiornamento della tendenza stagionale sulla prima parte dell’inverno. Il periodo oggetto dell’indagine prende in considerazione tutto il decorso di dicembre e fino al 20 gennaio. Riteniamo che la seconda parte dell’inverno debba essere indagata sulla base di parametri acquisiti più in là nel decorso stagionale, a iniziare dal 10/15 gennaio.

Dunque, sostanziali conferme circa una prospettiva nuovamente abbastanza instabile per il Mediterraneo centrale e anche per l’Italia, dopo l’Immacolata e verso metà mese. Responsabili del nuovo possibile guasto, questa volta correnti via via più fredde di matrice in prevalenza sub-polare marittima, talvolta con qualche connotato Artico.

Non aria quindi freddissima, tuttavia certamente più consona al periodo. Nella prima immagine allegata abbiamo evidenziato una barica media che potrebbe contraddistinguere il periodo in esame e che potrebbe portare 2/3 perturbazioni nordatlantiche in grado di disseminare piogge e rovesci da Nord a Sud e anche locali nevicate. Queste potrebbero spingersi fino a quote collinari non solo su Alpi, ma anche sull’Appennino, soprattutto centro-settentrionale, temporaneamente anche su quello meridionale. Parliamo di possibile comparsa di fiocchi in Appennino, abbastanza verosimilmente intorno agli 800/1000 m, ma con buona probabilità fino anche a 5/600 m, sebbene magari per fasi più brevi e, quindi, comparse più occasionali. Neve fino a bassa quota su Alpi, specie versanti Nord, e localmente sul resto del Nord. Questo in linea di massima. Magari via via in approssimazione agli eventi, gli affondi potrebbero essere visti anche più sostanziosi, nel senso di più sostanza fredda, con ulteriori sorprese nevose. Tutto ciò, sino a metà mese o solo qualche giorno oltre.

A seguire, per nuovo modellamento SST atlantiche, dovrebbe intervenire una fase, di una settimana o al più di 10 giorni circa, caratterizzata da un “Getto” Atlantico più teso alle latitudini medio-alte invogliante una circolazione anticiclonica alle medio-basse latitudini europee. In prospettiva, quindi, ci sarebbe una fase pre-natalizia o anche natalizia all’insegna di prevalenti condizioni anticicloniche e anche con temperature più miti sul Mediterraneo centrale e sull’Italia. Naturalmente andrebbero annoverati i fastidi tipici di un regime anticiclonico invernale, ossia le nubi basse e le nebbie diffuse soprattutto sulla Pianura Padana, nelle valli alpine e in quelle appenniniche. Magari da mettere nel conto anche possibili fasi instabili temporanee sulle aree tirreniche e al Nord, per possibili infiltrazioni umide atlantiche di tanto in tanto. Questa fase anticiclonica, tuttavia, presenta dei dubbi nella durata. Nella maggior parte dei forecasts, essa sarebbe prevalente probabilmente fino a Natale, Santo Stefano o anche 27/28 dicembre. Tuttavia, data una possibile contemporanea crescente alta pressione scandinava nulla escluderebbe che possa esserci qualche precoce “aggancio” tra questa alta pressione di matrice atlantica e quella scandinava con possibile anticipo di tempi in riferimento a una circolazione più fredda continentale. Questo dubbio cercheremo di scioglierlo eventualmente nel corso dei prossimi aggiornamenti.

L’alta pressione, via via, e questo con maggiore probabilità, potrebbe iniziare a perdere smalto verso fine anno, soprattutto sulle aree orientali e meridionali italiane dove potrebbe farsi sempre più incisiva una circolazione dai connotati più freddi di matrice continentale. È difficile ora stabilire l’esatta tempistica di questa influenza continentale e di conseguenza anche la durata o efficacia dell’alta pressione sull’Italia. Tuttavia, dai dati in nostro possesso, riteniamo che dopo la fase anticiclonica che, ripetiamo potrebbe durare una settimana, poco più poco meno, e approssimativamente coincidente con la settimana prima di Natale, magari in allungamento anche alle festività natalizie, la circolazione possa via via aprirsi a correnti fredde orientali.

 

Probabilmente già sul finire del mese queste potrebbero iniziare a incidere sui reparti adriatici e appenninici centro-meridionali con clima più invernale, ritorno delle piogge e anche delle  nevicate fino a quote medio-basse o basse.

Con maggiore probabilità, una circolazione fredda continentale associata a correnti anche gelide provenienti dalla Russia (ultima immagine) potrebbe caratterizzare, invece, la prima parte di gennaio, quando l’Italia potrebbe vivere condizioni anche di crudo inverno, con azioni fredde reiterate che potrebbero spingersi fino al 15/20 del mese. Questa in linea di massima l’evoluzione nei prossimi 40/50 giorni, evoluzione che, in sintesi, vedrebbe diverse fasi instabili e relativamente fredde fino a metà mese, una probabile fase anticiclonica più mite proprio per la settimana di Natale e nei giorni di Natale, possibile epilogo con Gelo tra fine anno e poi nel corso di gennaio. La redazione di MeteoWeb aggiornerà periodicamente l’evoluzione stagionale sulla base di dati via via acquisiti.