Previsioni Meteo: Natale di bel tempo in tutt’Italia ma resta valida l’ipotesi dell’ondata fredda prima di Capodanno

Previsioni Meteo tra Natale e Capodanno: più alta pressione per le festività, poi prospettive di freddo e nevicate prima di Capodanno soprattutto al Sud

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Previsioni Meteo – Torniamo ad aggiornarci sulla possibile evoluzione del tempo per le festività di Natale, fine mese e poi verso Capodanno.  Intanto, ci sono conferme circa una fase più stabile proprio in corrispondenza delle festività natalizie, Vigilia, Natale e Santo Stefano, salvo ultimi addensamenti e qualche pioggia localizzata. In particolare, al primissimo mattino della Vigilia di Natale saranno possibili piogge residue, sul Gargano, Nord Puglia, tra estremo Sud Calabria, Reggino e Nordest Sicilia; piogge possibili anche su Alpi, qui neve a quote abbastanza alte, di più su Alpi occidentali, Valle d’Aosta. Anche per il giorno di Natale c’è una moderata possibilità di ultimi addensamenti sulla Calabria centro-meridionale e su Nordest Sicilia con più nubi e qualche pioggia residua. Sul resto della penisola, tempo stabile e in gran parte soleggiato o solo localmente con parziale nuvolosità. Per Santo Stefano, più nubi al Nord, ma senza fenomeni o qualcuno debole sulla Liguria, maggiore ampio soleggiamento al Centro-Sud o localmente parziale nuvolosità.

Si fa più complessa, invece, la previsione da dopo Natale, quindi per gli ultimi giorni del mese e verso Capodanno. La complessità è data dall’azione congiunta, verso l’Italia, di due circolazioni bariche opposte, una anticiclonica e stabile di matrice afro-oceanica, un’altra più depressionaria e a carattere freddo di matrice continentale. Specie nelle fasi di abbozzo delle due circolazione, il computo deterministico si fa particolarmente difficile oltre le 144 ore, poiché entrambe le azioni bariche potrebbero prendere improvvisamente il sopravvento.

Da ciò deriva l’incertezza modellistiche di questi ultimi giorni, con alcune corse dei maggiori Global Model nelle quali prevale l’alta pressione e altre con prevalenza del flusso più freddo continentale. Nell’aggiornamento odierno riportiamo, ovviamente, quelli che sono i dati freschi, appena sfornati dai maggiori centri di calcolo mondiali ossia dall’americano GFS e dall’europeo ECMWF.  In particolare, vogliamo evidenziare l’evoluzione espressa dai famosi spaghi ensemble del modello americano GFS. Da essa, seconda immagine, appare chiaro come l’insieme delle varie simulazioni proposte stamattina dal modello, rappresentato dalla fitta rete di linee colorate nel primo gruppo in alto, prenda una chiara piega verso il basso, in particolare in corrispondenza del cerchio grande blu. Come è visibile dalla linea temporale espressa in calce all’immagine, il periodo di riferimento sarebbe dal 28 dicembre e fino al 1 gennaio. Nell’ambito del cerchio più grande, dove indica la freccia blu, è possibile scorgere, in particolare, la linea rossa (la media di tutte le altre linee) che va sotto le linee parallele nere centrali,  rappresentanti la soglia dello zero termico alla quota convenzionale di 1500 m circa. Il quadro ensemble è riferito al medio Adriatico, a un’area compresa tra il Sud Abruzzo e il Nord Molise, ed è chiaramente indicativo circa l’arrivo di aria fredda su questi comparti adriatici, anche freddo apprezzabile, tanto da poter determinate nevicate, specie nella fase tra il 28 e il 31 gennaio, fino a quote collinari o anche basse. Per Capodanno e i primi giorni di gennaio, il quadro generale resterebbe ancora all’indegna del freddo, ma in graduale attenuazione ( cerchio blu più piccolo) tuttavia ancora con rischio di residua instabilità e fiocchi collinari sull’Appennino, specie centrale, Abruzzo, Molise e Nordest Campania, versanti Est.

Si tratterebbe di una classica irruzione di aria fredda continentale con entrata dei fronti freddi dall’Adriatico e con coinvolgimento via via delle regioni centro-meridionali appenniniche, del Sud peninsulare e anche della Sicilia. Questo tipo di asse è confermato, sempre nell’ultimissima emissione mattutina, anche dal centro di calcolo europeo ECMWF, come visibile nelle restanti immagini bariche. L’alta pressione occuperebbe gran parte dell’Europa centro-occidentale e settentrionale, ma risulterebbe troppo corta per il Centro-Sud Italia e il Mediterraneo centrale, ove riuscirebbero a infiltrarsi correnti fredde, magari anche con annesso minimo depressionario in prossimità delle regioni estreme meridionali. Questa evoluzione ultima non sarà certamente quella definitiva, ribadiamo la difficoltà modellistica nel tracciare una linea evolutiva in queste prime fasi di lotta estrema tra anticiclone e aria fredda continentale.

Ci sono, però, buone probabilità che dal 28 dicembre e fino a Capodanno, la circolazione, specie sulle regioni del medio-basso Adriatico e del Sud Italia, possa avere connotati più freddi e invernali. Tuttavia, se anche l’alta pressione dovesse opporre una ultima estrema resistenza all’incalzare dell’aria fredda continentale e, quindi, se anche il tempo dovesse continuare a mantenersi sostanzialmente stabile e ancora non freddo per la fine dell’anno, comunque in prospettiva riteniamo che l’azione fredda continentale possa imporsi rispetto all’ anticiclone e in maniera più determinata con l’avvento di gennaio. La redazione di MeteoWeb, continuerà ad aggiornare quotidianamente  la tendenza tra Natale e Capodanno, ma anche, via via nei prossimi aggiornamenti, con proiezioni per l’intero periodo di festività, fino all’Epifania.

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